domenica 19 maggio 2013

Fra una settimana la parola alle urne

Inutile dire che questa campagna elettorale è stata la più dura di tutte. Roma ha bisogno di sentirsi amata e rispettata e nessun partito al di fuori de LA DESTRA è in grado di offrirle sicurezza e onorabilità.
I punti chiave del programma capitolino sono ormai noti ma io voglio riassumerli:
1) Tolleranza zero per i clandestini. Non è razzismo come qualcuno ha inteso, forse perchè non ha provato sulla sua pelle cosa significhi subire un abuso o una violenza da parte di persone piombate qua senza arte nè parte, muniti solo di rabbia, ma è soltanto una rigorosa tutela del nostro vivere civile. L'immigrato che lavora, paga le tasse,  si integra nel contesto sociale,  è considerato nostro pari, ma colui che viene qui solo perchè attratto da sogni purtroppo irrealizzabili, grazie alla sinistra che gliel'ha fatto credere, e per delusione sfoga la sua rabbia picconando i passanti o violentando donne indifese, è bene che sia rimpatriato. Le nostre carceri scoppiano, ci stanno i nostri detenuti, non si vede il motivo per cui si debba riempirle di stranieri. 


2) Quoziente Italia. Tante giovani coppie italiane e, nello specifico, romane, sono in attesa di una casa, ma sono sorpassati nelle graduatorie da famiglie marocchine, arabe, rom, ecc. solo perchè numerose e con tanti figli a carico. Ora mi chiedo: perchè le nostre coppie con un solo figlio in quanto il menage familiare non consente un numero maggiore, devono dormire in macchina o sotto ad un ponte, mentre quelle straniere che, con evidente incoscienza ma con la furbizia tipica di chi sa che ad esse tutto è dovuto grazie alla sinistra buonista e permissiva, avendo " sfornato" prole a raffica, gode di privilegi e senza per giunta un lavoro e senza aver pagato le tasse? La stessa situazione si verifica poi per le graduatorie di asili nido e scuole. Noi de LA DESTRA diciamo basta, chi paga le tasse ha diritto, chi non le paga è escluso. Punto.

3) Impignorabilità della prima casa. A causa della crisi molta gente non riesce a far fronte  a pagamenti e scatta così l'azione legale di Equitalia, che si riversa sulle proprietà immobiliari delle persone. La prima casa è intoccabile, è il luogo dove la famiglia vive, non può essere tolta e messa all'asta. E' un sacrificio costato anni di lavoro e quindi è parte integrante della vita di una persona. Molti suicidi nascono proprio dalla disperazione nel vedersi privare di un punto di riferimento importante come la casa. Evitiamo altre morti. Votate LA DESTRA.

Questi sono i punti cardine della politica de La DESTRA per la città di Roma. Altri punti li potrete trovare sul sito del partito www.ladestra.com, comunque un fatto è certo: dalle urne deve uscire una risposta chiara e determinata per il futuro della nostra città. Noi non siamo un partito fra i tanti, ma siamo IL PARTITO DELLA GENTE E PER LA GENTE, siamo sempre stati coerenti con le nostre idee, mai siamo scesi a compromessi.

Uomini e donne militanti chiedono la vostra fiducia, per creare insieme una città migliore. Ed io sono tra questi.....per le quote rosa scrivi LATTAVO, assieme a CORSI,  entrambi candidati al comune di Roma. Una donna e un uomo che sanno il fatto loro...

sabato 11 maggio 2013

Guardie giurate e lo stipendio che non c'è



Nessuno meglio di me conosce il settore della vigilanza privata, essendo mio marito dipendente in un istituto di vigilanza ed essendo stata io stessa addetta stampa presso un altro importante, purtroppo fallito e presso il quale mio marito lavorò per 17 anni.
Il futuro della vigilanza oggi non è roseo: non poter far fronte all'erogazione degli stipendi  per i dipendenti, a causa dei ritardi nei pagamenti dei servizi da parte delle società appaltatrici sta diventando una routine.
Chi ha mutui in scadenza, rate da onorare, soprattutto la famigerata Equitalia, passando poi per la spesa quotidiana, si trova in enormi difficoltà, e se in famiglia lavora solo uno, il dramma è completo.
Non tutti possono avere suoceri e parenti che possono dare una mano, e il ricorso ai mezzi estremi quali l'usura si fa sempre più presente. Alcuni non riescono a gestire l'equilibrio familiare, arrivando a discutere rasentando la lite, col proprio partner, perchè la rabbia e l'impotenza di non riuscire a far fronte agli impegni si fanno pressanti e ingigantiscono ogni minimo gesto o parola. Conosco guardie ex colleghe di mio marito che si sono separati perchè in famiglia la tensione era diventata troppo alta, non potendo più organizzare la vita per mancanza di soldi.
Chi non conosce la realtà della vigilanza può restare perplesso di fronte a tali situazioni: qualcuno potrebbe avanzare la domanda:" Ma non potete mettere qualcosa da parte? Possibile che vivete solo con lo stipendio?". Una domanda questa che ho sentito pure rivolta a noi e alla quale si può rispondere in un solo modo: mancanza di qualifica e stipendi da fame. La qualifica è importante, perchè ora come ora la guardia giurata è un " operaio generico" e a conti fatti percepisce molto meno rispetto ad un imbianchino, proprio perchè la qualifica dà il diritto ad innalzare lo stipendio. Un tornitore ad esempio, ha la qualifica di operaio specializzato e quindi il suo stipendio gode di particolare garanzie che le guardie giurate non hanno.
Molti istituti di vigilanza non riescono a gestire il patrimonio umano rappresentato dai dipendenti, che spesso lasciano la vita nell'adempimento del dovere, ma a loro non spetta il funerale di Stato perchè non sono morti all'estero in missione di pace , ma semplicemente per difendere i beni degli italiani, il loro luogo di lavoro e le loro attività. E in questa impossibilità di gestione del personale rientra la riduzione delle ore di lavoro, e con esso il tanto sospirato straordinario che consente, in busta paga, di vedere quelle 150-200 euro in più, comode per una spesa alimentare o per dei pagamenti in sospeso.
Non è facile la vita della guardia: i turni sono a volte massacranti, a seconda del luogo di servizio, soprattutto pericolosi se si svolgono davanti ad una banca o in una scorta valori. Eppure la gente vede queste persone nelle loro divise, diverse a seconda dell'istituto di appartenenza, come angeli che li proteggono ovunque vadano, la vecchietta che va alla posta per la pensione tira un sospiro di sollievo nel vedere l'uomo in divisa che l'aiuta ad aprire la porta e la saluta quando esce, chi va al bancomat si sente protetto da occhi indiscreti, ma nonostante ciò nessuno sa cosa significhi arrivare al giorno dello stipendio e  vedere nulla, e sapere che i propri soldi li vedrà tra una settimana come è successo a mio marito e ai suoi colleghi.
L'istituto di vigilanza ha le sue colpe in questo caso, anche se fifty fifty, perchè avrebbe dovuto pretendere in tempo tali pagamenti da parte delle società appaltatrici, ma nemmeno queste ultime hanno poi tutte le colpe. Solo il governo ce l'ha, a causa delle tasse, delle imposte che continua a infliggere al lavoro privato. Gli enti pubblici poi si trovano in difficoltà a causa del budget ridotto da parte dello Stato, e in questo carosello di scaricabarile chi va di mezzo è l'ultima ruota del carro, cioè la guardia giurata.
L'Italia non sta bene, è malata cronica, e  lo specialista che possa guarirla ancora non c'è. O meglio c'è ma lo si tiene nascosto perchè non fa comodo a chi ci ha imposto questo tenore di vita da incubo, l'Europa delle banche, della Germania e di tutti i loro accoliti. Tale specialista si chiama rivolta popolare, ma non viene presa in considerazione dagli italiani che ancora si ostinano a compiere gli stessi errori, votando gente sbagliata e non idonea ad occuparsi dei loro interessi, ma molto in gamba nell'occuparsi dei propri.
Le guardie giurate sono un volto dell'Italia che soffre e dietro di esse tante famiglie che rischiano la rovina economica e morale perchè resisti resisti alla fine la corda si spezza.
E dire acqua alle corde non basta più.


giovedì 9 maggio 2013

Cecile Kyenge un ministro dai mille volti



Qui il colore della pelle c'entra fino ad un certo punto, c'entra semmai il modo di porsi davanti alla realtà italiana nella quale la dottoressa Kyenge è stata chiamata a ricoprire un ruolo istituzionale.
E il suo modo di affrontare le tematiche legate alla sopravvivenza del popolo tricolore non è certamente quello che ci si aspettava, ossia un'eguaglianza di trattamento tra poveri " locali" e poveri " venuti da fuori", anzi le uniche priorità del governo nato tra mille incognite sono solo quelle legate alla questione dell'immigrazione.
La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: gli italiani all'estero godono di tutte queste " Leggi delle guarentigie" di cui godono coloro che scelgono il nostro paese per viverci? Non credo, e questa è per me già una forma di razzismo allo stato puro.
Questo clima di minaccia che incombe sugli italiani ogni volta che viene affrontato il problema " stranieri" è sempre più marcato, non si possono più chiamare clandestini ( manco fosse una bestemmia semmai una parola esistente su tutti i vocabolari persino la Treccani), non si può chiamare un africano " di colore" ma nero ( non si capisce la differenza, anzi dire nero a seconda del tono può risultare denigratorio) insomma una serie di imposizioni benedette dal presidente della Camera " dei rossi" perchè l'Italia intera non si sente rappresentata da una che dice di sentirsi offesa da battute e immagini sul web, quando il compianto Andreotti e il vivente Berlusconi hanno costruito tutta la loro leadership politica sulla satira.
Il ministro Kyenge ( dire ministra non ha senso, non è contemplato dal dizionario della lingua italiana, vivaddio l'unico che odora della nostra identità) è un ministro poliedrico, non si capisce cosa in realtà voglia, è un personaggio enigmatico, dai mille volti intercambiabili .
Giura fedeltà alla Repubblica ma dichiara di non sentirsi italiana, del resto ha una sorella che ha ricevuto aiuti dalla Lega Nord ed evidentemente ne ha risentito di questo contatto, è ministro degli italiani, si occupa di integrazione, ma da come porta avanti il suo dicastero,  sta creando allontanamento tra italiani e stranieri, alimentando discordie e xenofobie in crescendo.
Non riesco ad inquadrarla a capire il suo progetto, anche se da più parti ormai si ha il sentore che voglia trasformare il nostro Paese nella succursale della Costa Concordia, ossia un relitto in affondamento, pieno di disperati, italiani e stranieri, che non sanno più che fare per salvarsi. E come in un naufragio che si rispetti, ognuno cerca di salvarsi a discapito dell'altro, mors tua vita mea, è una continua lotta per la sopravvivenza al pari della giungla di Kypling.
Perchè il ministro proviene da quelle terre, da quelle giungle, e non è un'offesa...è come dire di un eschimese che ha sempre vissuto negli igloo e non se la prende certo a male se glielo si fa notare. Ma sicuramente Cecile Kyenge si. Come la Presidente Boldrini, sua compagna di merende che ha sguinzagliato polizia e emuli del KGB per controllare social network e siti. Guai a dire una battuta stile Pippo Franco o Ezio Greggio: le porte delle carceri si spalancherebbero e francamente mi viene il sospetto che il cosiddetto " sovraffollamento" non esista e che sia una fantasia senile di Pannella, dal momento che gli italiani in massa dovrebbero finire in cella.
Una cosa è certa e credo che in tanti la penseranno come me: alla Kyenge non interessa degli immigrati, lei risponde solo ad una richiesta del suo partito, che vuole riconquistare i consensi degli stranieri in Italia dopo che lo stesso Bersani ha dichiarato di non volere avere nulla a che fare coi romeni nelle liste elettorali. Al contrario de La Destra che li ha candidati. E in questa conquista del voto a tutti i costi, l'idea di pensare agli stranieri come fonte di consensi  ha portato il nuovo governo a pensare ai problemi della cittadinanza, dello ius soli, non certamente prioritari in una fase delicata economicamente come quella che sta attraversando l'Italia, ma il motivo è bello che spiegato: il governo non sa che pesci prendere per risolvere i problemi gravi del paese e l'unico argomento " facile" è proprio la cittadinanza, sul quale però trova il no del PDL. L'IMU è messa da parte, non la si vuole abolire ma solo sospendere, mentre lo ius soli non può attendere. Incongruenze o piano ben studiato? Io penso alla seconda ipotesi, perchè un eventuale ritiro della fiducia da parte del PDL porterebbe inevitabilmente al voto e il PD ne uscirebbe fuori con eleganza e non perchè incapace di risolvere i problemi. E ancora una volta gli italiani devono assistere alla commedia del teatrino politico, questa volta assieme agli immigrati, loro malgrado vittime di giochetti di poltrone...E la Kyenge guarda e sorride....

mercoledì 1 maggio 2013

La follia della disperazione

Sull'attentato di Roma il giorno del giuramento del governo Letta tante parole si sono spese nel giro di mezzo pomeriggio e ancora ne saranno spese, mentre uno dei due carabinieri lotta tra la vita e la morte anche se i medici sono cautamente ottimisti. L'uomo che ha sparato, Luigi Preiti, non reagisce, a terra con un ghigno di sfida mentre dall'altra parte del selciato, sotto le finestre del Transatlantico, la gente s'affanna nel portare soccorso ai due carabinieri feriti senza un perchè.
Spari in una giornata di sole romana, mentre a pochi passi il governo Letta, nato dopo aver speso ed esaurito  ogni sforzo possibile, in un parto senza fine, giurava davanti al riciclato Capo dello Stato. E' l'incubo della disperazione che genera folli a rotazione, che rende la coscienza simile ad un jet senza controllo, pronto a schiantarsi dove capita. E quei due carabinieri, quella passante, per giunta incinta e sfiorata da un proiettile, hanno dovuto subire la follia della disperazione.
" Volevo sparare ai politici" si è giustificato l'uomo a terra, forse in un tentativo di presentarsi come il classico paladino degli infelici, non rendendosi conto che quel carabiniere in condizioni gravi al policlinico Umberto I e l'altro che rischia la paralisi, sono padri di famiglia esattamente come lui, che ogni giorno mettono a repentaglio la vita, come ora è successo, per dare qualcosa da mangiare alla famiglia, per pagare il mutuo di casa.
Non è la guerra tra poveri che risolve i problemi italiani, adesso non basta più ammazzarci, bisogna ammazzare...la logica fuorviante di chi ha sobillato in tutto questo tempo un odio viscerale contro il sistema Stato stranamente ci richiama al ricordo della cosiddetta " strategia della tensione", culminata nell'attentato e nell'assassinio di Aldo Moro e della sua scorta. Il tempo s'è fermato allora per riprendere il suo corso adesso, nulla è cambiato nonostante le tante promesse e chiacchere che ci siamo dovuti sorbire in tutti questi anni, anni che hanno visto uomini gambizzati o uccisi come Marco Biagi per il solo fatto di appartenere al " sistema". Il flusso e riflusso storico del Vico ancora una volta ha fatto centro.
Tornando ai fatti di Roma, è chiaro che quel Preiti è l'esempio di come il terremoto Italia stia per scoppiare...la gente è stufa di vedersi spremere, di perdere lavoro e futuro, e non avendo alcunchè da perdere, si spara al primo che capita, per finire in prima pagina e ottenere un interessamento al proprio caso.
Lo Stato deve imparare ad ascoltare i cittadini, scendendo tra loro per strada, come LA DESTRA sta facendo in tutta Roma. Gesti orribili come quello compiuto dall'attentatore di piazza Montecitorio non sono casi isolati, non mettiamola sotto quest'aspetto, stiamo attenti col generalizzare e sottovalutare...ci sono movimenti politici che sobillano, fanno il lavaggio del cervello stile Scientology, senza peraltro proporre soluzioni ma solo criticando e giudicando quelle proposte da altri, come se solo loro fossero in grado di puntare il dito in nome non si sa di quale ideologia, piuttosto di un ammasso di parole buttate a casaccio tra urla di piazza.
Proibiscono la parola a chi è stato eletto da popolo a rappresentarli nelle loro file e, nel silenzio dei pecoroni,avanzano come l'armata Brancaleone più scalcinata e pericolosa della storia repubblicana.
E sull'indottrinamento nasce la tensione, lo sappiamo noi, vissuti negli anni di piombo anche se, come la sottoscritta, ragazzi adolescenti.
Nella paura nasce la follia, quando non c'è altra soluzione che quella di far provare agli altri altrettanto dolore, in modo più grave, terribile, che rasenta la perdita della vita.
Il perdono sicuramente da parte dei familiari dei carabinieri non ci sarà ed è comprensibile, umano...in guerra non si perdona il nemico, anche se in questo caso il nemico è un poveraccio che, in altri tempi, avrebbe stretto le mani ai due militari dell'arma che ora invece ha colpito.
Cambiano le situazioni, cambia la mentalità, il rapporto con la vita si fa difficile, si guarda in faccia a nessuno. Quella donna che passava nel momento degli spari poteva concludere quel giorno la sua vita e quella del bimbo che portava in grembo, una sconosciuta che Preiti avrebbe potuto incontrare sull'autobus e magari cederle il posto. Cosa cambia? Cambia la propria coscienza, il nostro metterci davanti alla realtà e guardarla con gli occhi che in quel momento ci paiono giusti, poco importa se ci stanno conseguenze negative.
Siamo noi che vogliamo essere al centro del mondo, nessun mezzo ci pare idoneo per spostare l'attenzione su di noi se non quello di creare morte e panico.
Preiti si farà il carcere questo è ovvio, ma nessuno ora è tranquillo: ritorna la paura per strada e ogni volta che si esce di casa chi è credente si fa il segno della Croce e chi no si porta l'aglio contro le iatture in borsa. Si è risvegliata la paura...a qualcuno gioverà certamente, ma non sapremo mai chi dovremo veramente ringraziare per questo regalo che vorremmo certo reinviare al mittente. Daremo sempre la colpa ai politici, che non andranno mai bene, al " sistema" e senza che ce ne accorgiamo faremo un grande favore a chi dell'Italia non importa un accidente...