mercoledì 1 maggio 2013

La follia della disperazione

Sull'attentato di Roma il giorno del giuramento del governo Letta tante parole si sono spese nel giro di mezzo pomeriggio e ancora ne saranno spese, mentre uno dei due carabinieri lotta tra la vita e la morte anche se i medici sono cautamente ottimisti. L'uomo che ha sparato, Luigi Preiti, non reagisce, a terra con un ghigno di sfida mentre dall'altra parte del selciato, sotto le finestre del Transatlantico, la gente s'affanna nel portare soccorso ai due carabinieri feriti senza un perchè.
Spari in una giornata di sole romana, mentre a pochi passi il governo Letta, nato dopo aver speso ed esaurito  ogni sforzo possibile, in un parto senza fine, giurava davanti al riciclato Capo dello Stato. E' l'incubo della disperazione che genera folli a rotazione, che rende la coscienza simile ad un jet senza controllo, pronto a schiantarsi dove capita. E quei due carabinieri, quella passante, per giunta incinta e sfiorata da un proiettile, hanno dovuto subire la follia della disperazione.
" Volevo sparare ai politici" si è giustificato l'uomo a terra, forse in un tentativo di presentarsi come il classico paladino degli infelici, non rendendosi conto che quel carabiniere in condizioni gravi al policlinico Umberto I e l'altro che rischia la paralisi, sono padri di famiglia esattamente come lui, che ogni giorno mettono a repentaglio la vita, come ora è successo, per dare qualcosa da mangiare alla famiglia, per pagare il mutuo di casa.
Non è la guerra tra poveri che risolve i problemi italiani, adesso non basta più ammazzarci, bisogna ammazzare...la logica fuorviante di chi ha sobillato in tutto questo tempo un odio viscerale contro il sistema Stato stranamente ci richiama al ricordo della cosiddetta " strategia della tensione", culminata nell'attentato e nell'assassinio di Aldo Moro e della sua scorta. Il tempo s'è fermato allora per riprendere il suo corso adesso, nulla è cambiato nonostante le tante promesse e chiacchere che ci siamo dovuti sorbire in tutti questi anni, anni che hanno visto uomini gambizzati o uccisi come Marco Biagi per il solo fatto di appartenere al " sistema". Il flusso e riflusso storico del Vico ancora una volta ha fatto centro.
Tornando ai fatti di Roma, è chiaro che quel Preiti è l'esempio di come il terremoto Italia stia per scoppiare...la gente è stufa di vedersi spremere, di perdere lavoro e futuro, e non avendo alcunchè da perdere, si spara al primo che capita, per finire in prima pagina e ottenere un interessamento al proprio caso.
Lo Stato deve imparare ad ascoltare i cittadini, scendendo tra loro per strada, come LA DESTRA sta facendo in tutta Roma. Gesti orribili come quello compiuto dall'attentatore di piazza Montecitorio non sono casi isolati, non mettiamola sotto quest'aspetto, stiamo attenti col generalizzare e sottovalutare...ci sono movimenti politici che sobillano, fanno il lavaggio del cervello stile Scientology, senza peraltro proporre soluzioni ma solo criticando e giudicando quelle proposte da altri, come se solo loro fossero in grado di puntare il dito in nome non si sa di quale ideologia, piuttosto di un ammasso di parole buttate a casaccio tra urla di piazza.
Proibiscono la parola a chi è stato eletto da popolo a rappresentarli nelle loro file e, nel silenzio dei pecoroni,avanzano come l'armata Brancaleone più scalcinata e pericolosa della storia repubblicana.
E sull'indottrinamento nasce la tensione, lo sappiamo noi, vissuti negli anni di piombo anche se, come la sottoscritta, ragazzi adolescenti.
Nella paura nasce la follia, quando non c'è altra soluzione che quella di far provare agli altri altrettanto dolore, in modo più grave, terribile, che rasenta la perdita della vita.
Il perdono sicuramente da parte dei familiari dei carabinieri non ci sarà ed è comprensibile, umano...in guerra non si perdona il nemico, anche se in questo caso il nemico è un poveraccio che, in altri tempi, avrebbe stretto le mani ai due militari dell'arma che ora invece ha colpito.
Cambiano le situazioni, cambia la mentalità, il rapporto con la vita si fa difficile, si guarda in faccia a nessuno. Quella donna che passava nel momento degli spari poteva concludere quel giorno la sua vita e quella del bimbo che portava in grembo, una sconosciuta che Preiti avrebbe potuto incontrare sull'autobus e magari cederle il posto. Cosa cambia? Cambia la propria coscienza, il nostro metterci davanti alla realtà e guardarla con gli occhi che in quel momento ci paiono giusti, poco importa se ci stanno conseguenze negative.
Siamo noi che vogliamo essere al centro del mondo, nessun mezzo ci pare idoneo per spostare l'attenzione su di noi se non quello di creare morte e panico.
Preiti si farà il carcere questo è ovvio, ma nessuno ora è tranquillo: ritorna la paura per strada e ogni volta che si esce di casa chi è credente si fa il segno della Croce e chi no si porta l'aglio contro le iatture in borsa. Si è risvegliata la paura...a qualcuno gioverà certamente, ma non sapremo mai chi dovremo veramente ringraziare per questo regalo che vorremmo certo reinviare al mittente. Daremo sempre la colpa ai politici, che non andranno mai bene, al " sistema" e senza che ce ne accorgiamo faremo un grande favore a chi dell'Italia non importa un accidente...

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