Nessuno meglio di me conosce il settore della vigilanza privata, essendo mio marito dipendente in un istituto di vigilanza ed essendo stata io stessa addetta stampa presso un altro importante, purtroppo fallito e presso il quale mio marito lavorò per 17 anni.
Il futuro della vigilanza oggi non è roseo: non poter far fronte all'erogazione degli stipendi per i dipendenti, a causa dei ritardi nei pagamenti dei servizi da parte delle società appaltatrici sta diventando una routine.
Chi ha mutui in scadenza, rate da onorare, soprattutto la famigerata Equitalia, passando poi per la spesa quotidiana, si trova in enormi difficoltà, e se in famiglia lavora solo uno, il dramma è completo.
Non tutti possono avere suoceri e parenti che possono dare una mano, e il ricorso ai mezzi estremi quali l'usura si fa sempre più presente. Alcuni non riescono a gestire l'equilibrio familiare, arrivando a discutere rasentando la lite, col proprio partner, perchè la rabbia e l'impotenza di non riuscire a far fronte agli impegni si fanno pressanti e ingigantiscono ogni minimo gesto o parola. Conosco guardie ex colleghe di mio marito che si sono separati perchè in famiglia la tensione era diventata troppo alta, non potendo più organizzare la vita per mancanza di soldi.
Chi non conosce la realtà della vigilanza può restare perplesso di fronte a tali situazioni: qualcuno potrebbe avanzare la domanda:" Ma non potete mettere qualcosa da parte? Possibile che vivete solo con lo stipendio?". Una domanda questa che ho sentito pure rivolta a noi e alla quale si può rispondere in un solo modo: mancanza di qualifica e stipendi da fame. La qualifica è importante, perchè ora come ora la guardia giurata è un " operaio generico" e a conti fatti percepisce molto meno rispetto ad un imbianchino, proprio perchè la qualifica dà il diritto ad innalzare lo stipendio. Un tornitore ad esempio, ha la qualifica di operaio specializzato e quindi il suo stipendio gode di particolare garanzie che le guardie giurate non hanno.
Molti istituti di vigilanza non riescono a gestire il patrimonio umano rappresentato dai dipendenti, che spesso lasciano la vita nell'adempimento del dovere, ma a loro non spetta il funerale di Stato perchè non sono morti all'estero in missione di pace , ma semplicemente per difendere i beni degli italiani, il loro luogo di lavoro e le loro attività. E in questa impossibilità di gestione del personale rientra la riduzione delle ore di lavoro, e con esso il tanto sospirato straordinario che consente, in busta paga, di vedere quelle 150-200 euro in più, comode per una spesa alimentare o per dei pagamenti in sospeso.
Non è facile la vita della guardia: i turni sono a volte massacranti, a seconda del luogo di servizio, soprattutto pericolosi se si svolgono davanti ad una banca o in una scorta valori. Eppure la gente vede queste persone nelle loro divise, diverse a seconda dell'istituto di appartenenza, come angeli che li proteggono ovunque vadano, la vecchietta che va alla posta per la pensione tira un sospiro di sollievo nel vedere l'uomo in divisa che l'aiuta ad aprire la porta e la saluta quando esce, chi va al bancomat si sente protetto da occhi indiscreti, ma nonostante ciò nessuno sa cosa significhi arrivare al giorno dello stipendio e vedere nulla, e sapere che i propri soldi li vedrà tra una settimana come è successo a mio marito e ai suoi colleghi.
L'istituto di vigilanza ha le sue colpe in questo caso, anche se fifty fifty, perchè avrebbe dovuto pretendere in tempo tali pagamenti da parte delle società appaltatrici, ma nemmeno queste ultime hanno poi tutte le colpe. Solo il governo ce l'ha, a causa delle tasse, delle imposte che continua a infliggere al lavoro privato. Gli enti pubblici poi si trovano in difficoltà a causa del budget ridotto da parte dello Stato, e in questo carosello di scaricabarile chi va di mezzo è l'ultima ruota del carro, cioè la guardia giurata.
L'Italia non sta bene, è malata cronica, e lo specialista che possa guarirla ancora non c'è. O meglio c'è ma lo si tiene nascosto perchè non fa comodo a chi ci ha imposto questo tenore di vita da incubo, l'Europa delle banche, della Germania e di tutti i loro accoliti. Tale specialista si chiama rivolta popolare, ma non viene presa in considerazione dagli italiani che ancora si ostinano a compiere gli stessi errori, votando gente sbagliata e non idonea ad occuparsi dei loro interessi, ma molto in gamba nell'occuparsi dei propri.
Le guardie giurate sono un volto dell'Italia che soffre e dietro di esse tante famiglie che rischiano la rovina economica e morale perchè resisti resisti alla fine la corda si spezza.
E dire acqua alle corde non basta più.
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