Compostezza, ordine e soprattutto tanto tanto dolore. Ma non certo rassegnazione davanti a quella bara ricoperta da un cuscino di fiori bianchi e rossi, bensì voglia di continuare da dove ci si era fermati, dal giorno cioè che il nostro amato Presidente ha lasciato questo mondo.
Occhi puntati sull'Uomo che è stato, l'esempio silenzioso per la sua famiglia, per i suoi tre figli che oggi hanno detto addio a quel padre che li aveva tanto amati con un pensiero toccante letto da ciascuno di loro.
Le parole del sacerdote che ha officiato la funzione sono state improntate alla semplicità: hanno fatto un ritratto autentico di un uomo prima ancora del politico, passando in rassegna la sua vita fatta di piccole cose e soprattutto di un legame in continua evoluzione con la Fede.
Ho visto i volti dei politici, della gente comune e tutti in quel momento non mostravano differenze tra loro, ma un'unica espressione di complicità, di condivisione del dolore.
E' questo il testamento di Teodoro Buontempo per le future generazioni politiche: essere prima di tutto uomini che guardano alla politica come mezzo, come strumento importante per dialogare con la gente, fare quindi del proprio impegno sociale un punto cardine del mandato ottenuto.
C'era tanta gente dentro e fuori la chiesa di S.Marco Evangelista a Roma, gente di ogni ceto sociale e provenienza, perchè lui, il Presidente era il politico delle persone anonime, comuni, delle periferie romane, che sapevano cogliere nelle sue parole una spinta in più per andare avanti, per combattere le mille battaglie di ogni giorno.
Questa è la cronaca di una mattinata uggiosa dal punto di vista meteorologico, ma serena per coloro che dicevano addio ad un uomo che ha fatto sorgere il sole nelle coscienze di tante persone disperate.
Adesso tocca a noi....non deludiamolo....
Occhi puntati sull'Uomo che è stato, l'esempio silenzioso per la sua famiglia, per i suoi tre figli che oggi hanno detto addio a quel padre che li aveva tanto amati con un pensiero toccante letto da ciascuno di loro.
Le parole del sacerdote che ha officiato la funzione sono state improntate alla semplicità: hanno fatto un ritratto autentico di un uomo prima ancora del politico, passando in rassegna la sua vita fatta di piccole cose e soprattutto di un legame in continua evoluzione con la Fede.
Ho visto i volti dei politici, della gente comune e tutti in quel momento non mostravano differenze tra loro, ma un'unica espressione di complicità, di condivisione del dolore.
E' questo il testamento di Teodoro Buontempo per le future generazioni politiche: essere prima di tutto uomini che guardano alla politica come mezzo, come strumento importante per dialogare con la gente, fare quindi del proprio impegno sociale un punto cardine del mandato ottenuto.
C'era tanta gente dentro e fuori la chiesa di S.Marco Evangelista a Roma, gente di ogni ceto sociale e provenienza, perchè lui, il Presidente era il politico delle persone anonime, comuni, delle periferie romane, che sapevano cogliere nelle sue parole una spinta in più per andare avanti, per combattere le mille battaglie di ogni giorno.
Questa è la cronaca di una mattinata uggiosa dal punto di vista meteorologico, ma serena per coloro che dicevano addio ad un uomo che ha fatto sorgere il sole nelle coscienze di tante persone disperate.
Adesso tocca a noi....non deludiamolo....










