mercoledì 24 aprile 2013

Addio Teodoro, uomo di popolo

Se n'è andato in punta di piedi, in sordina, affidando la propria vita al Signore che lo ha sempre sostenuto.
Teodoro Buontempo non era solo il Presidente della Destra, ma era l'esempio eclatante di come una nazione possa essere in grado di riscoprire i propri valori e la propria identità senza scendere a compromessi con alcuno.
Ricordo quando venne al mercato rionale del mio quartiere,l'Appio Tuscolano, nel 2008, in occasione delle amministrative di Roma: fu un'ovazione per lui, un'accoglienza di famiglia per un politico che non era tale per professione, ma per vocazione. La gente era da lui ascoltata con le mani strette nelle sue, con il suo sorriso semplice di uomo che ha sentito sempre su di sè la necessità di dare risposte concrete alla gente assetata di politica vera.
Non era facile sfuggire al suo carisma, e oggi La Destra ha perso una grande guida, un faro di luce nel buio di un caos istituzionale che non ha fine.
Sentiremo la sua mancanza questo è certo: Teodoro sapeva parlare anche a bocca chiusa, sapeva infondere nel cuore e nella mente tutto ciò che fosse necessario per restituire al popolo la voglia di combattere.
Il suo tour de force in parlamento anni fa, dimostra quanto sia difficile fare una politica di servizio senza cadere nella trappola del protagonismo come purtroppo oggi capita alle nuove leve dei Palazzo Montecitorio e Madama; essere al centro dell'attenzione rimanendo un uomo come tutti, senza aloni di falso giustizialismo.
Incontrandolo per strada si era colpiti da quello sguardo tenero di un nonno che saluta i nipoti, e lui per i giovani in cerca di risposte era il nonno sempre al loro fianco.
Ci mancherai Teodoro, mancherai ai militanti, ai vertici del tuo Partito, soprattutto mancherai alla gente perchè tu sapevi essere uomo di popolo e non di potere.
Addio Teodoro grazie per essere esistito.

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