lunedì 22 aprile 2013

I tiranni del nostro tempo

Comunicare è vivere, così recita uno slogan pubblicitario, e in politica, quella seria beninteso, è necessario più che mai rivolgersi al pubblico degli elettori con qualunque mezzo, con qualsiasi strumento. E per farlo tocca essere preparati intellettualmente, aver, come si dice, " studiato", senza improvvisare alterigia, superbia, elementi caratteristici di non ha argomenti da porgere sul tavolo e soprattutto ai cittadini.
Perchè, volenti o nolenti, la sovranità appartiene al popolo, anche se è stata calpestata in ossequio alle direttive teutoniche che hanno voluto e ottenuto il famigerato loro governo delle banche rappresentato da quel Mario Monti che, dopo quasi due mesi dalle elezioni, ha ancora il sedere attaccato alla poltrona di palazzo Chigi.
I nuovi arrivati della politica, capitanati da Casaleggio e Grillo,  due esseri che hanno perso l'indirizzo del barbiere e del parrucchiere, visto l'aspetto trasandato con cui si presentano al mondo, forti della loro arroganza che sfiora la maleducazione più totale, non si sono accorti che per i loro capi essi valgono molto meno dello zero, ossia nulla. Sono solo pedine di una scacchiera che rischia di cadere e di frantumarsi, e già si cominciano a vedere le prime lesioni; sono burattini ( e visto che il loro leader proviene dallo spettacolo non potrebbero essere qualificati diversamente) senza aspetto, parlano in serie, si comportano a fotocopia e soprattutto non interagiscono col mondo degli umani ma di chissà quale galassia della loro mente contorta. Secondo me vivono nella paura e si mascherano da gladiatori quando la loro bocca puzza ancora di latte! Su di loro l'ombra della tirannia verbale, non possono parlare in TV solo Casaleggio e Grillo e qualche volta la Lombardi e Crimi, ma questi ultimi sempre dietro la regia dei due tiranni, delle due teste del mostro a cinque stelle.
Chi si ribella come Marino Mastrangeli e altri prima di lui, va fuori, senza se e senza ma. Solo Grillo deve parlare, urlare, insultare dalle piazze, altri non possono farlo al posto suo.
Chi vede in questo Movimento la forza dell'Italia sbaglia di grosso, si illude perchè ha di fronte a sè non un interlocutore ma un tiranno pronto a schiacciarlo se solo si azzarda ad alzare la testa. E questa non è politica per il cittadino, ma è l'inverso ovvero il cittadino per la politica, che dà il voto e poi zitto a cuccia.
Nonostante Grillo abbia puntato il dito contro la politica tutta intera, mischiando l'erba buona con la zizzania, egli stesso cade nel fango da lui condannato. Ed è per questo che oggi occorre un partito come La Destra, in grado di rappresentare il popolo con rispetto, dandogli  la voce che merita.
Parlare in tv è un diritto di tutti non solo di pochi. Chiudendo la bocca ai deputati delle sue file, Grillo ha tappato la bocca al popolo che in lui ha confidato, ha posto le sue speranze...e se non è tirannia questa...
Il M5S ha bisogno di un bel bagno di umiltà prima di affrontare le sfide che il suo elettorato gli ha affidato, e visti i risultati a cui è giunto il voto di febbraio, temo che di quest'elettorato non rimarrà traccia alcuna.
Fare politica non significa imbastire un comizio in piazza urlando peggio di una partoriente, significa camminare a fianco della gente che si incontra, e anche apparire in tv per difendere le proprie idee a qualunque costo. Perchè questo divieto dunque? Semplicemente perchè non esiste modo di confrontarsi con gli altri, non si è preparati politicamente e culturalmente: fare il deputato presuppone in primis l'onestà e in secundis la cultura, soprattutto politica.
Gira sul social network Facebook ( oggetto anch'esso degli attacchi grillini) un link dove si vede l'immagine della capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi che, con le mani alzate e sorridendo beffardamente, dice che a lei non pare che il capo dello Stato debba avere una " certa età anagrafica per essere eletto". E a fianco dell'immagine della deputata grillina c'è quella di un asino che rimarca il contenuto dell'art. 84 della Costituzione che afferma il possesso del compimento dei 50 anni da parte di chi è candidato al Quirinale.
Ora se un deputato conosce a malapena la Costituzione, al massimo arriva ai primi tre articoli, come può pensare di essere un bravo rappresentante di quel popolo a cui si richiama la stessa Costituzione? E' evidente dunque che i deputati " cittadini" di ultima leva non sono in grado di parlare e solo Grillo o Casaleggio possono farlo....altrimenti le brutte figure non si risparmierebbero.
E in questo clima di tirannia nascosta, l'Italia tira a campare....

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