domenica 19 maggio 2013

Fra una settimana la parola alle urne

Inutile dire che questa campagna elettorale è stata la più dura di tutte. Roma ha bisogno di sentirsi amata e rispettata e nessun partito al di fuori de LA DESTRA è in grado di offrirle sicurezza e onorabilità.
I punti chiave del programma capitolino sono ormai noti ma io voglio riassumerli:
1) Tolleranza zero per i clandestini. Non è razzismo come qualcuno ha inteso, forse perchè non ha provato sulla sua pelle cosa significhi subire un abuso o una violenza da parte di persone piombate qua senza arte nè parte, muniti solo di rabbia, ma è soltanto una rigorosa tutela del nostro vivere civile. L'immigrato che lavora, paga le tasse,  si integra nel contesto sociale,  è considerato nostro pari, ma colui che viene qui solo perchè attratto da sogni purtroppo irrealizzabili, grazie alla sinistra che gliel'ha fatto credere, e per delusione sfoga la sua rabbia picconando i passanti o violentando donne indifese, è bene che sia rimpatriato. Le nostre carceri scoppiano, ci stanno i nostri detenuti, non si vede il motivo per cui si debba riempirle di stranieri. 


2) Quoziente Italia. Tante giovani coppie italiane e, nello specifico, romane, sono in attesa di una casa, ma sono sorpassati nelle graduatorie da famiglie marocchine, arabe, rom, ecc. solo perchè numerose e con tanti figli a carico. Ora mi chiedo: perchè le nostre coppie con un solo figlio in quanto il menage familiare non consente un numero maggiore, devono dormire in macchina o sotto ad un ponte, mentre quelle straniere che, con evidente incoscienza ma con la furbizia tipica di chi sa che ad esse tutto è dovuto grazie alla sinistra buonista e permissiva, avendo " sfornato" prole a raffica, gode di privilegi e senza per giunta un lavoro e senza aver pagato le tasse? La stessa situazione si verifica poi per le graduatorie di asili nido e scuole. Noi de LA DESTRA diciamo basta, chi paga le tasse ha diritto, chi non le paga è escluso. Punto.

3) Impignorabilità della prima casa. A causa della crisi molta gente non riesce a far fronte  a pagamenti e scatta così l'azione legale di Equitalia, che si riversa sulle proprietà immobiliari delle persone. La prima casa è intoccabile, è il luogo dove la famiglia vive, non può essere tolta e messa all'asta. E' un sacrificio costato anni di lavoro e quindi è parte integrante della vita di una persona. Molti suicidi nascono proprio dalla disperazione nel vedersi privare di un punto di riferimento importante come la casa. Evitiamo altre morti. Votate LA DESTRA.

Questi sono i punti cardine della politica de La DESTRA per la città di Roma. Altri punti li potrete trovare sul sito del partito www.ladestra.com, comunque un fatto è certo: dalle urne deve uscire una risposta chiara e determinata per il futuro della nostra città. Noi non siamo un partito fra i tanti, ma siamo IL PARTITO DELLA GENTE E PER LA GENTE, siamo sempre stati coerenti con le nostre idee, mai siamo scesi a compromessi.

Uomini e donne militanti chiedono la vostra fiducia, per creare insieme una città migliore. Ed io sono tra questi.....per le quote rosa scrivi LATTAVO, assieme a CORSI,  entrambi candidati al comune di Roma. Una donna e un uomo che sanno il fatto loro...

sabato 11 maggio 2013

Guardie giurate e lo stipendio che non c'è



Nessuno meglio di me conosce il settore della vigilanza privata, essendo mio marito dipendente in un istituto di vigilanza ed essendo stata io stessa addetta stampa presso un altro importante, purtroppo fallito e presso il quale mio marito lavorò per 17 anni.
Il futuro della vigilanza oggi non è roseo: non poter far fronte all'erogazione degli stipendi  per i dipendenti, a causa dei ritardi nei pagamenti dei servizi da parte delle società appaltatrici sta diventando una routine.
Chi ha mutui in scadenza, rate da onorare, soprattutto la famigerata Equitalia, passando poi per la spesa quotidiana, si trova in enormi difficoltà, e se in famiglia lavora solo uno, il dramma è completo.
Non tutti possono avere suoceri e parenti che possono dare una mano, e il ricorso ai mezzi estremi quali l'usura si fa sempre più presente. Alcuni non riescono a gestire l'equilibrio familiare, arrivando a discutere rasentando la lite, col proprio partner, perchè la rabbia e l'impotenza di non riuscire a far fronte agli impegni si fanno pressanti e ingigantiscono ogni minimo gesto o parola. Conosco guardie ex colleghe di mio marito che si sono separati perchè in famiglia la tensione era diventata troppo alta, non potendo più organizzare la vita per mancanza di soldi.
Chi non conosce la realtà della vigilanza può restare perplesso di fronte a tali situazioni: qualcuno potrebbe avanzare la domanda:" Ma non potete mettere qualcosa da parte? Possibile che vivete solo con lo stipendio?". Una domanda questa che ho sentito pure rivolta a noi e alla quale si può rispondere in un solo modo: mancanza di qualifica e stipendi da fame. La qualifica è importante, perchè ora come ora la guardia giurata è un " operaio generico" e a conti fatti percepisce molto meno rispetto ad un imbianchino, proprio perchè la qualifica dà il diritto ad innalzare lo stipendio. Un tornitore ad esempio, ha la qualifica di operaio specializzato e quindi il suo stipendio gode di particolare garanzie che le guardie giurate non hanno.
Molti istituti di vigilanza non riescono a gestire il patrimonio umano rappresentato dai dipendenti, che spesso lasciano la vita nell'adempimento del dovere, ma a loro non spetta il funerale di Stato perchè non sono morti all'estero in missione di pace , ma semplicemente per difendere i beni degli italiani, il loro luogo di lavoro e le loro attività. E in questa impossibilità di gestione del personale rientra la riduzione delle ore di lavoro, e con esso il tanto sospirato straordinario che consente, in busta paga, di vedere quelle 150-200 euro in più, comode per una spesa alimentare o per dei pagamenti in sospeso.
Non è facile la vita della guardia: i turni sono a volte massacranti, a seconda del luogo di servizio, soprattutto pericolosi se si svolgono davanti ad una banca o in una scorta valori. Eppure la gente vede queste persone nelle loro divise, diverse a seconda dell'istituto di appartenenza, come angeli che li proteggono ovunque vadano, la vecchietta che va alla posta per la pensione tira un sospiro di sollievo nel vedere l'uomo in divisa che l'aiuta ad aprire la porta e la saluta quando esce, chi va al bancomat si sente protetto da occhi indiscreti, ma nonostante ciò nessuno sa cosa significhi arrivare al giorno dello stipendio e  vedere nulla, e sapere che i propri soldi li vedrà tra una settimana come è successo a mio marito e ai suoi colleghi.
L'istituto di vigilanza ha le sue colpe in questo caso, anche se fifty fifty, perchè avrebbe dovuto pretendere in tempo tali pagamenti da parte delle società appaltatrici, ma nemmeno queste ultime hanno poi tutte le colpe. Solo il governo ce l'ha, a causa delle tasse, delle imposte che continua a infliggere al lavoro privato. Gli enti pubblici poi si trovano in difficoltà a causa del budget ridotto da parte dello Stato, e in questo carosello di scaricabarile chi va di mezzo è l'ultima ruota del carro, cioè la guardia giurata.
L'Italia non sta bene, è malata cronica, e  lo specialista che possa guarirla ancora non c'è. O meglio c'è ma lo si tiene nascosto perchè non fa comodo a chi ci ha imposto questo tenore di vita da incubo, l'Europa delle banche, della Germania e di tutti i loro accoliti. Tale specialista si chiama rivolta popolare, ma non viene presa in considerazione dagli italiani che ancora si ostinano a compiere gli stessi errori, votando gente sbagliata e non idonea ad occuparsi dei loro interessi, ma molto in gamba nell'occuparsi dei propri.
Le guardie giurate sono un volto dell'Italia che soffre e dietro di esse tante famiglie che rischiano la rovina economica e morale perchè resisti resisti alla fine la corda si spezza.
E dire acqua alle corde non basta più.


giovedì 9 maggio 2013

Cecile Kyenge un ministro dai mille volti



Qui il colore della pelle c'entra fino ad un certo punto, c'entra semmai il modo di porsi davanti alla realtà italiana nella quale la dottoressa Kyenge è stata chiamata a ricoprire un ruolo istituzionale.
E il suo modo di affrontare le tematiche legate alla sopravvivenza del popolo tricolore non è certamente quello che ci si aspettava, ossia un'eguaglianza di trattamento tra poveri " locali" e poveri " venuti da fuori", anzi le uniche priorità del governo nato tra mille incognite sono solo quelle legate alla questione dell'immigrazione.
La domanda che mi sorge spontanea è la seguente: gli italiani all'estero godono di tutte queste " Leggi delle guarentigie" di cui godono coloro che scelgono il nostro paese per viverci? Non credo, e questa è per me già una forma di razzismo allo stato puro.
Questo clima di minaccia che incombe sugli italiani ogni volta che viene affrontato il problema " stranieri" è sempre più marcato, non si possono più chiamare clandestini ( manco fosse una bestemmia semmai una parola esistente su tutti i vocabolari persino la Treccani), non si può chiamare un africano " di colore" ma nero ( non si capisce la differenza, anzi dire nero a seconda del tono può risultare denigratorio) insomma una serie di imposizioni benedette dal presidente della Camera " dei rossi" perchè l'Italia intera non si sente rappresentata da una che dice di sentirsi offesa da battute e immagini sul web, quando il compianto Andreotti e il vivente Berlusconi hanno costruito tutta la loro leadership politica sulla satira.
Il ministro Kyenge ( dire ministra non ha senso, non è contemplato dal dizionario della lingua italiana, vivaddio l'unico che odora della nostra identità) è un ministro poliedrico, non si capisce cosa in realtà voglia, è un personaggio enigmatico, dai mille volti intercambiabili .
Giura fedeltà alla Repubblica ma dichiara di non sentirsi italiana, del resto ha una sorella che ha ricevuto aiuti dalla Lega Nord ed evidentemente ne ha risentito di questo contatto, è ministro degli italiani, si occupa di integrazione, ma da come porta avanti il suo dicastero,  sta creando allontanamento tra italiani e stranieri, alimentando discordie e xenofobie in crescendo.
Non riesco ad inquadrarla a capire il suo progetto, anche se da più parti ormai si ha il sentore che voglia trasformare il nostro Paese nella succursale della Costa Concordia, ossia un relitto in affondamento, pieno di disperati, italiani e stranieri, che non sanno più che fare per salvarsi. E come in un naufragio che si rispetti, ognuno cerca di salvarsi a discapito dell'altro, mors tua vita mea, è una continua lotta per la sopravvivenza al pari della giungla di Kypling.
Perchè il ministro proviene da quelle terre, da quelle giungle, e non è un'offesa...è come dire di un eschimese che ha sempre vissuto negli igloo e non se la prende certo a male se glielo si fa notare. Ma sicuramente Cecile Kyenge si. Come la Presidente Boldrini, sua compagna di merende che ha sguinzagliato polizia e emuli del KGB per controllare social network e siti. Guai a dire una battuta stile Pippo Franco o Ezio Greggio: le porte delle carceri si spalancherebbero e francamente mi viene il sospetto che il cosiddetto " sovraffollamento" non esista e che sia una fantasia senile di Pannella, dal momento che gli italiani in massa dovrebbero finire in cella.
Una cosa è certa e credo che in tanti la penseranno come me: alla Kyenge non interessa degli immigrati, lei risponde solo ad una richiesta del suo partito, che vuole riconquistare i consensi degli stranieri in Italia dopo che lo stesso Bersani ha dichiarato di non volere avere nulla a che fare coi romeni nelle liste elettorali. Al contrario de La Destra che li ha candidati. E in questa conquista del voto a tutti i costi, l'idea di pensare agli stranieri come fonte di consensi  ha portato il nuovo governo a pensare ai problemi della cittadinanza, dello ius soli, non certamente prioritari in una fase delicata economicamente come quella che sta attraversando l'Italia, ma il motivo è bello che spiegato: il governo non sa che pesci prendere per risolvere i problemi gravi del paese e l'unico argomento " facile" è proprio la cittadinanza, sul quale però trova il no del PDL. L'IMU è messa da parte, non la si vuole abolire ma solo sospendere, mentre lo ius soli non può attendere. Incongruenze o piano ben studiato? Io penso alla seconda ipotesi, perchè un eventuale ritiro della fiducia da parte del PDL porterebbe inevitabilmente al voto e il PD ne uscirebbe fuori con eleganza e non perchè incapace di risolvere i problemi. E ancora una volta gli italiani devono assistere alla commedia del teatrino politico, questa volta assieme agli immigrati, loro malgrado vittime di giochetti di poltrone...E la Kyenge guarda e sorride....

mercoledì 1 maggio 2013

La follia della disperazione

Sull'attentato di Roma il giorno del giuramento del governo Letta tante parole si sono spese nel giro di mezzo pomeriggio e ancora ne saranno spese, mentre uno dei due carabinieri lotta tra la vita e la morte anche se i medici sono cautamente ottimisti. L'uomo che ha sparato, Luigi Preiti, non reagisce, a terra con un ghigno di sfida mentre dall'altra parte del selciato, sotto le finestre del Transatlantico, la gente s'affanna nel portare soccorso ai due carabinieri feriti senza un perchè.
Spari in una giornata di sole romana, mentre a pochi passi il governo Letta, nato dopo aver speso ed esaurito  ogni sforzo possibile, in un parto senza fine, giurava davanti al riciclato Capo dello Stato. E' l'incubo della disperazione che genera folli a rotazione, che rende la coscienza simile ad un jet senza controllo, pronto a schiantarsi dove capita. E quei due carabinieri, quella passante, per giunta incinta e sfiorata da un proiettile, hanno dovuto subire la follia della disperazione.
" Volevo sparare ai politici" si è giustificato l'uomo a terra, forse in un tentativo di presentarsi come il classico paladino degli infelici, non rendendosi conto che quel carabiniere in condizioni gravi al policlinico Umberto I e l'altro che rischia la paralisi, sono padri di famiglia esattamente come lui, che ogni giorno mettono a repentaglio la vita, come ora è successo, per dare qualcosa da mangiare alla famiglia, per pagare il mutuo di casa.
Non è la guerra tra poveri che risolve i problemi italiani, adesso non basta più ammazzarci, bisogna ammazzare...la logica fuorviante di chi ha sobillato in tutto questo tempo un odio viscerale contro il sistema Stato stranamente ci richiama al ricordo della cosiddetta " strategia della tensione", culminata nell'attentato e nell'assassinio di Aldo Moro e della sua scorta. Il tempo s'è fermato allora per riprendere il suo corso adesso, nulla è cambiato nonostante le tante promesse e chiacchere che ci siamo dovuti sorbire in tutti questi anni, anni che hanno visto uomini gambizzati o uccisi come Marco Biagi per il solo fatto di appartenere al " sistema". Il flusso e riflusso storico del Vico ancora una volta ha fatto centro.
Tornando ai fatti di Roma, è chiaro che quel Preiti è l'esempio di come il terremoto Italia stia per scoppiare...la gente è stufa di vedersi spremere, di perdere lavoro e futuro, e non avendo alcunchè da perdere, si spara al primo che capita, per finire in prima pagina e ottenere un interessamento al proprio caso.
Lo Stato deve imparare ad ascoltare i cittadini, scendendo tra loro per strada, come LA DESTRA sta facendo in tutta Roma. Gesti orribili come quello compiuto dall'attentatore di piazza Montecitorio non sono casi isolati, non mettiamola sotto quest'aspetto, stiamo attenti col generalizzare e sottovalutare...ci sono movimenti politici che sobillano, fanno il lavaggio del cervello stile Scientology, senza peraltro proporre soluzioni ma solo criticando e giudicando quelle proposte da altri, come se solo loro fossero in grado di puntare il dito in nome non si sa di quale ideologia, piuttosto di un ammasso di parole buttate a casaccio tra urla di piazza.
Proibiscono la parola a chi è stato eletto da popolo a rappresentarli nelle loro file e, nel silenzio dei pecoroni,avanzano come l'armata Brancaleone più scalcinata e pericolosa della storia repubblicana.
E sull'indottrinamento nasce la tensione, lo sappiamo noi, vissuti negli anni di piombo anche se, come la sottoscritta, ragazzi adolescenti.
Nella paura nasce la follia, quando non c'è altra soluzione che quella di far provare agli altri altrettanto dolore, in modo più grave, terribile, che rasenta la perdita della vita.
Il perdono sicuramente da parte dei familiari dei carabinieri non ci sarà ed è comprensibile, umano...in guerra non si perdona il nemico, anche se in questo caso il nemico è un poveraccio che, in altri tempi, avrebbe stretto le mani ai due militari dell'arma che ora invece ha colpito.
Cambiano le situazioni, cambia la mentalità, il rapporto con la vita si fa difficile, si guarda in faccia a nessuno. Quella donna che passava nel momento degli spari poteva concludere quel giorno la sua vita e quella del bimbo che portava in grembo, una sconosciuta che Preiti avrebbe potuto incontrare sull'autobus e magari cederle il posto. Cosa cambia? Cambia la propria coscienza, il nostro metterci davanti alla realtà e guardarla con gli occhi che in quel momento ci paiono giusti, poco importa se ci stanno conseguenze negative.
Siamo noi che vogliamo essere al centro del mondo, nessun mezzo ci pare idoneo per spostare l'attenzione su di noi se non quello di creare morte e panico.
Preiti si farà il carcere questo è ovvio, ma nessuno ora è tranquillo: ritorna la paura per strada e ogni volta che si esce di casa chi è credente si fa il segno della Croce e chi no si porta l'aglio contro le iatture in borsa. Si è risvegliata la paura...a qualcuno gioverà certamente, ma non sapremo mai chi dovremo veramente ringraziare per questo regalo che vorremmo certo reinviare al mittente. Daremo sempre la colpa ai politici, che non andranno mai bene, al " sistema" e senza che ce ne accorgiamo faremo un grande favore a chi dell'Italia non importa un accidente...

venerdì 26 aprile 2013

L'ultimo saluto al Presidente

Compostezza, ordine e soprattutto tanto tanto dolore. Ma non certo rassegnazione davanti a quella bara ricoperta da un cuscino di fiori bianchi e rossi, bensì voglia di continuare da dove ci si era fermati, dal giorno cioè che il nostro amato Presidente ha lasciato questo mondo.
Occhi puntati sull'Uomo che è stato, l'esempio silenzioso per la sua famiglia, per i suoi tre figli che oggi hanno detto addio a quel padre che li aveva tanto amati con un pensiero toccante letto da ciascuno di loro.
Le parole del sacerdote che ha officiato la funzione sono state improntate alla semplicità: hanno fatto un ritratto autentico di un uomo prima ancora del politico, passando in rassegna la sua vita fatta di piccole cose e soprattutto di un legame in continua evoluzione con la Fede.
Ho visto i volti dei politici, della gente comune e tutti in quel momento non mostravano differenze tra loro, ma un'unica espressione di complicità, di condivisione del dolore.
E' questo il testamento di Teodoro Buontempo per le future generazioni politiche: essere prima di tutto uomini che guardano alla politica come mezzo, come strumento importante per dialogare con la gente, fare quindi del proprio impegno sociale un punto cardine del mandato ottenuto.
C'era tanta gente dentro e fuori la chiesa di S.Marco Evangelista a Roma, gente di ogni ceto sociale e provenienza, perchè lui, il Presidente era il politico delle persone anonime, comuni, delle periferie romane, che sapevano cogliere nelle sue parole una spinta in più per andare avanti, per combattere le mille battaglie di ogni giorno.
Questa è la cronaca di una mattinata uggiosa dal punto di vista meteorologico, ma serena per coloro che dicevano addio ad un uomo che ha fatto sorgere il sole nelle coscienze di tante persone disperate.
Adesso tocca a noi....non deludiamolo....

mercoledì 24 aprile 2013

Addio Teodoro, uomo di popolo

Se n'è andato in punta di piedi, in sordina, affidando la propria vita al Signore che lo ha sempre sostenuto.
Teodoro Buontempo non era solo il Presidente della Destra, ma era l'esempio eclatante di come una nazione possa essere in grado di riscoprire i propri valori e la propria identità senza scendere a compromessi con alcuno.
Ricordo quando venne al mercato rionale del mio quartiere,l'Appio Tuscolano, nel 2008, in occasione delle amministrative di Roma: fu un'ovazione per lui, un'accoglienza di famiglia per un politico che non era tale per professione, ma per vocazione. La gente era da lui ascoltata con le mani strette nelle sue, con il suo sorriso semplice di uomo che ha sentito sempre su di sè la necessità di dare risposte concrete alla gente assetata di politica vera.
Non era facile sfuggire al suo carisma, e oggi La Destra ha perso una grande guida, un faro di luce nel buio di un caos istituzionale che non ha fine.
Sentiremo la sua mancanza questo è certo: Teodoro sapeva parlare anche a bocca chiusa, sapeva infondere nel cuore e nella mente tutto ciò che fosse necessario per restituire al popolo la voglia di combattere.
Il suo tour de force in parlamento anni fa, dimostra quanto sia difficile fare una politica di servizio senza cadere nella trappola del protagonismo come purtroppo oggi capita alle nuove leve dei Palazzo Montecitorio e Madama; essere al centro dell'attenzione rimanendo un uomo come tutti, senza aloni di falso giustizialismo.
Incontrandolo per strada si era colpiti da quello sguardo tenero di un nonno che saluta i nipoti, e lui per i giovani in cerca di risposte era il nonno sempre al loro fianco.
Ci mancherai Teodoro, mancherai ai militanti, ai vertici del tuo Partito, soprattutto mancherai alla gente perchè tu sapevi essere uomo di popolo e non di potere.
Addio Teodoro grazie per essere esistito.

martedì 23 aprile 2013

Dio Patria e Famiglia...cara Boldrini sai cosa sono?

Essere credenti significa innanzitutto possedere nel proprio DNA i punti fondamentali della propria identità nazionale. L'Italia è cristiana in primis, segue quanto è stato scritto nel Sacro Vangelo e non può prescindere da esso. Nonostante ciò orde di popoli non credenti nella nostra Fede e che noi pietosamente, in virtù dell'insegnamento di Cristo " Ama il prossimo tuo", accogliamo nel nostro territorio, si ergono a giudici della nostra vita, imponendoci di rinunciare a parte della nostra storia, alla nostra religione, ordinandoci di togliere crocifissi dalle aule, dagli uffici pubblici, di non fare il presepe nelle scuole perchè " disturba" i loro figli così come l'Uomo appeso sulla Croce. Ci impongono la loro vita e questo è il grazie per averli accolti. Le loro donne devono andare vestite come impone il loro credo,col famigerato burqa, mentre la legge italiana dispone la visibilità di tutti coloro che circolano sul territorio .Ma a loro delle nostre leggi non interessa, ci hanno invaso con le loro barche coi loro volti piagnucolosi e disperati, una volta ottenuto l'ingresso nel nostro Paese, ecco che la maschera della vittima cade per lasciare il posto a quella del carnefice.
Il buonismo si mescola al permissimismo, e il Presidente della Camera, Laura Boldrini è lì pronta a fregarsene degli italiani, delle loro esigenze e dei loro problemi. Così come del resto fa la sinistra, attraverso il suo ex leader Bersani che ha sfruttato finchè ha voluto i romeni in Italia, facendo credere loro che il suo partito fosse la loro casa, e alla fine un bel calcio e via...e chi è stato illuso questo se lo ricorda.
La Patria cos'è? Siamo noi, sono i figli di chi è morto sui campi di battaglia per difenderla nel corso dei secoli, quel suolo natìo tanto caro ai poeti del nostro Risorgimento, e che oggi è ridotto peggio di un cencio a brandelli. La Patria sono i soldati morti in missioni di pace all'estero, in Afghanistan, in Irak, la Patria è Nicola Calipari morto per difendere una donna che oggi sputa sul sentimento nazionale senza vergogna alcuna. La Patria sono i nostri marò, che ancora non sanno quale sarà il loro destino, in una giostra che continua a girare senza un verso logico solo perchè l'India ce l'ha a morte con noi..puntigli, ripicche, perchè loro sono i poveri stranieri che la Boldrini difende e si sentono quindi  in dovere di fare carne da macello di chi sta loro sullo stomaco...gli italiani. Loro possono perchè noi non abbiamo in Parlamento  un rappresentante nostro, ma un loro sostenitore, anzi sostenitrice, quella Laura Boldrini che candidamente ( o furbescamente non so) se ne esce con un " Non sapevo che in Italia ci fossero tante famiglie povere"...
E in questo contesto di non italianità da parte della terza carica dello Stato, si inserisce senza problemi il discorso della Famiglia, non tutelata, ma dissacrata in tutti i sensi. 
E qui volente o nolente, si torna a parlare della Boldrini questa volta in riferimento al suo partito di appartenenza , il SEL di Vendola.
Tale partito sappiamo bene come veda la famiglia: un insieme di esseri legati più da un discorso di sesso che non di amore, che si sostanzia in quei Gay Pride, frutto di una politica d'avanspettacolo. I gay possono adottare i figli, devono sposarsi ecc. ecc. Ora qui non parlo come cattolica ma come donna felicemente sposata con un uomo, alla quale è stato negato il diritto di adottare un figlio perchè " non possedente i requisiti". Quali? Un reddito alto, una casa riccamente tenuta, ecc. ecc. Mio marito è una guardia giurata non percepisce redditi milionari e la mia casa è si  pulita, ben tenuta ma non certo paragonabile a quella di un cattedratico d'università o di un luminare della scienza. Ma è composta da gente SANA sotto ogni punto di vista e vivvaddio pure quello sessuale. 
Una coppia gay deve rimanere tale, ma senza coinvolgere creature che non possono capire i meandri nascosti di un certo tipo di scelte . Non lamentiamoci se i bimbi a scuola possano subire scherzi dai compagni o battute del tipo " Qual'è la tua mamma?"..i bambini sono bambini e tali devono restare, non possono atteggiarsi da adulti solo perchè "i genitori" non sono inquadrabili in una fattispecie genetica compatibile con la storia dell'umanità e quindi " è difficile spiegare" per cui " i bambini devono capirlo da soli".  Non è questa la base per una futura società solida, ma è piuttosto la continuazione di quella Sodoma e Gomorra di cui sappiamo quale sia stata la sorte..
La Famiglia è un tutt'uno con Dio e la Patria, tutti e tre configurano la nostra Italia, il nostro popolo, la nostra storia..ma forse la Boldrini appartiene ad un'altra terra..la terra dell'Isola che non c'è, con buona pace di Peter Pan e dei bambini felici senza problemi esistenziali ...

lunedì 22 aprile 2013

I tiranni del nostro tempo

Comunicare è vivere, così recita uno slogan pubblicitario, e in politica, quella seria beninteso, è necessario più che mai rivolgersi al pubblico degli elettori con qualunque mezzo, con qualsiasi strumento. E per farlo tocca essere preparati intellettualmente, aver, come si dice, " studiato", senza improvvisare alterigia, superbia, elementi caratteristici di non ha argomenti da porgere sul tavolo e soprattutto ai cittadini.
Perchè, volenti o nolenti, la sovranità appartiene al popolo, anche se è stata calpestata in ossequio alle direttive teutoniche che hanno voluto e ottenuto il famigerato loro governo delle banche rappresentato da quel Mario Monti che, dopo quasi due mesi dalle elezioni, ha ancora il sedere attaccato alla poltrona di palazzo Chigi.
I nuovi arrivati della politica, capitanati da Casaleggio e Grillo,  due esseri che hanno perso l'indirizzo del barbiere e del parrucchiere, visto l'aspetto trasandato con cui si presentano al mondo, forti della loro arroganza che sfiora la maleducazione più totale, non si sono accorti che per i loro capi essi valgono molto meno dello zero, ossia nulla. Sono solo pedine di una scacchiera che rischia di cadere e di frantumarsi, e già si cominciano a vedere le prime lesioni; sono burattini ( e visto che il loro leader proviene dallo spettacolo non potrebbero essere qualificati diversamente) senza aspetto, parlano in serie, si comportano a fotocopia e soprattutto non interagiscono col mondo degli umani ma di chissà quale galassia della loro mente contorta. Secondo me vivono nella paura e si mascherano da gladiatori quando la loro bocca puzza ancora di latte! Su di loro l'ombra della tirannia verbale, non possono parlare in TV solo Casaleggio e Grillo e qualche volta la Lombardi e Crimi, ma questi ultimi sempre dietro la regia dei due tiranni, delle due teste del mostro a cinque stelle.
Chi si ribella come Marino Mastrangeli e altri prima di lui, va fuori, senza se e senza ma. Solo Grillo deve parlare, urlare, insultare dalle piazze, altri non possono farlo al posto suo.
Chi vede in questo Movimento la forza dell'Italia sbaglia di grosso, si illude perchè ha di fronte a sè non un interlocutore ma un tiranno pronto a schiacciarlo se solo si azzarda ad alzare la testa. E questa non è politica per il cittadino, ma è l'inverso ovvero il cittadino per la politica, che dà il voto e poi zitto a cuccia.
Nonostante Grillo abbia puntato il dito contro la politica tutta intera, mischiando l'erba buona con la zizzania, egli stesso cade nel fango da lui condannato. Ed è per questo che oggi occorre un partito come La Destra, in grado di rappresentare il popolo con rispetto, dandogli  la voce che merita.
Parlare in tv è un diritto di tutti non solo di pochi. Chiudendo la bocca ai deputati delle sue file, Grillo ha tappato la bocca al popolo che in lui ha confidato, ha posto le sue speranze...e se non è tirannia questa...
Il M5S ha bisogno di un bel bagno di umiltà prima di affrontare le sfide che il suo elettorato gli ha affidato, e visti i risultati a cui è giunto il voto di febbraio, temo che di quest'elettorato non rimarrà traccia alcuna.
Fare politica non significa imbastire un comizio in piazza urlando peggio di una partoriente, significa camminare a fianco della gente che si incontra, e anche apparire in tv per difendere le proprie idee a qualunque costo. Perchè questo divieto dunque? Semplicemente perchè non esiste modo di confrontarsi con gli altri, non si è preparati politicamente e culturalmente: fare il deputato presuppone in primis l'onestà e in secundis la cultura, soprattutto politica.
Gira sul social network Facebook ( oggetto anch'esso degli attacchi grillini) un link dove si vede l'immagine della capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi che, con le mani alzate e sorridendo beffardamente, dice che a lei non pare che il capo dello Stato debba avere una " certa età anagrafica per essere eletto". E a fianco dell'immagine della deputata grillina c'è quella di un asino che rimarca il contenuto dell'art. 84 della Costituzione che afferma il possesso del compimento dei 50 anni da parte di chi è candidato al Quirinale.
Ora se un deputato conosce a malapena la Costituzione, al massimo arriva ai primi tre articoli, come può pensare di essere un bravo rappresentante di quel popolo a cui si richiama la stessa Costituzione? E' evidente dunque che i deputati " cittadini" di ultima leva non sono in grado di parlare e solo Grillo o Casaleggio possono farlo....altrimenti le brutte figure non si risparmierebbero.
E in questo clima di tirannia nascosta, l'Italia tira a campare....

domenica 21 aprile 2013

Napolitano, l'ultimo approdo


Un Capo dello Stato in Italia di solito dura sette anni e poi finisce il suo mandato, questa volta si è verificato il caso eclatante con la elezione di Giorgio Napolitano per la seconda volta. Un presidente nato a sinistra visto come l'ultima spiaggia per risolvere la delicata impasse in cui stava precipitando la politica italiana, incapace oltre che di fare un governo, anche di eleggere un Capo di Stato ex novo, dovendosi accontentare d riciclare quello ormai scaduto.
Certo in tempo di crisi non si butta nulla, tutto si ricicla, persino un presidente ormai avanti negli anni...
Esempio di saggezza? Mah non saprei considerare saggezza quella di far piombare una nazione nel baratro della crisi, quella di rendere deboli i cittadini al punto di scegliere la strada del suicidio come panacea dei loro mali economici ed esistenziali. Napolitano è stato colui che ci ha " appioppato" Monti, senza pensarci due volte e senza chiedere il parere dei cittadini.
Napolitano, ovvero l'ultimo approdo per una transatlantico ormai fratello della Costa Concordia, naufragato grazie ai tanti Schettino che lo hanno maldestramente guidato, senza ascoltare la voce della gente che urlava loro " Salite a bordo cazzo!" Salite a bordo  del parlamento ma non per fare i vostri comodi ma per salvare un Paese che nulla aveva più di tale, se non l'immagine di un'espressione geografica con buona pace del Metternich e di tutto il nostro Risorgimento.
Bersani è stato un personaggio tragico di questa farsa post elettorale, un fardello ingombrante che ha paralizzato l'Italia senza darle alcuna speranza. Da personaggio principale, vincitore seppure per un soffio, delle elezioni politiche di febbraio, è stato declassato a comparsa e pure generica, perchè nessuno se l'è filato, facendo tutto il contrario di quello che lui chiedeva, persino i suoi non l'hanno seguito. Almeno Giuda ha partecipato all'Ultima Cena, mentre il Gargamella nazionale è stato abbandonato da alcuni dei suoi  fin dall'aperitivo, dall'inizio cioè delle votazioni per l'inquilino del Quirinale.
Come possiamo sperare in un cambiamento se sono gli stessi deputati incapaci di guardare al nuovo?
Napolitano è lì, ancora una volta a parlare di responsabilità nazionale, a elogiare il senso di civiltà del Paese, di nuovo lo rivedremo al 31 dicembre durante il cenone pronto a guastarcelo in diretta TV. E tutto questo, a Dio piacendo, per altri sette anni....
E la Costa Concordia è sempre lì immobile, come è immobile il Transatlantico nazionale....ma i cittadini devono essere consapevoli che tra dire BASTA e AGIRE c'è una bella differenza. Conta l'energia, tocca tornare ad amare la propria Patria, cambiando la propria mentalità da apatica a combattiva. "Boia chi molla"
non è uno slogan dei tempi passati ma è uno stile di vita. Non vittime del sistema, ma gladiatori capaci di scatenare l'inferno senza diventare " Grilli Parlanti" o peggio urlanti.
Napolitano sarà stato l'ultimo approdo per il Parlamento, ma è forse, me l'auguro, l'inizio di una consapevolezza nuova per la gente, che si sarà resa conto di valere meno di zero per la classe politica, capace solo di piagnucolare per i dispetti reciproci tra i deputati, stizzosa e acida verso i più deboli, incapace di risposte che, a questo punto, non so più se saranno fornite a chi è andato a votare sperando di cambiare...in fondo domani è un altro giorno....

venerdì 19 aprile 2013

Il popolo della misericordia

Ogni giorno c'è un tassello dell'Italia che si sgretola, qualcosa tende a perdere terreno, la vita dei cittadini si raggomitola su se stessa per non vedere la fine sempre più prossima.
Il popolo chiede misericordia, pietà a coloro che in questo momento fanno di tutto per privarlo di energie morali e materiali, quei politici o presunti tali che hanno fatto di tutto per essere eletti, ma ora che dovrebbe essere concretizzato il loro operato, si mostrano per quello che sono: moderni saltimbanchi, esperti giocatori delle tre carte, abili manipolatori della confusione in cui è precipitata l'Italia.
La gente non ha più la forza di ribellarsi, i telegiornali parlano di consumi in calo, di disoccupati sempre in aumento e di fame in agguato ad ogni angolo della nostra vita.
La misericordia è l'unica arma che il popolo ha e la chiede a questi personaggi affinchè pongano fine a questo strazio logorante, ma come si dice: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....e in questo momento l'Amplifon farebbe affari con le orecchie dei nostri " onorevoli"!
Non esiste più pace, esiste solo la rabbia per aver votato male, forse in buona fede, perchè si sperava di avere a che fare con gente intelligente e non con bambini viziati che non vogliono cedere la caramella o vogliono rubare quella del compagno di classe....eppure è capitato questo...
A quanto pare tocca di nuovo ritornare al voto...altri soldi buttati, altro tempo perso...e Monti continua a fare il bello e cattivo tempo ridendo alla faccia nostra. Non è così che potremo essere guardati con credibilità dall'estero e questa volta è Bersani che sta rompendo veramente i..marròn glacès, con quel suo fare stizzoso e quell'aria da persona infastidita dal mondo intero....cosa caspita vuole?  Boh..io ancora non l'ho capito e con me pure la gente.
Già ..la gente! Chi sono coloro che vivono nel limbo dell'attesa di un qualcosa di cui si sono perse ormai le tracce, ossia un governo, di qualunque colore ( non siamo razzisti) basta che ci sia? Sono quelli che al mattino si alzano, prendono un caffè a malapena perchè il latte costa troppo e tocca darlo ai bambini che vanno a scuola, si vestono con vestiti aggiustati perchè non possono permettersi un acquisto neppure alla bancarella del mercato, prendono l'autobus strapieno stile Fantozzi, e vanno a lavorare, forse per l'ultima volta, perchè l'azienda non può più pagare gli stipendi. Sono quelli che al supermercato vanno con la calcolatrice prima di mettere due cipolle un pomodoro e due mele nel carrello..la carne? Cos'è? Sono quelli che fanno la fila agli sportelli di Equitalia per multe non pagate per tasse non onorate in tempo e quasi si prostrano davanti all'impiegato per chiedere misericordia, una rateizzazione più flessibile...alcuni baciati dalla fortuna la ottengono, altri no...e non resta che morire, chiedendo misericordia pure a Dio.
E così via all'infinito....viviamo come zombie alla ricerca di qualcosa per vivere e i cassonetti sono diventati la nostra dispensa, il nostro magazzino di rifornimento, dove ci scontriamo coi precedenti fruitori, gli zingari, e pure lì si deve lottare per avere una carota ancora intera.
Ecco chi siamo: gente ormai priva di una figura distinta, siamo ormai fatti in serie, l'uno è uguale all'altro, il trapanese uguale al fiorentino e tale e quale al romano....se non ci lega la geografia ci lega la disperazione, ci unisce quella poca forza che ancora esiste in noi...e dalle nostre labbra secche perchè ci hanno tagliato l'acqua non avendola pagata esce solo una parola.." Basta!"
Non vogliamo misericordia, ma rispetto . Ce lo chiede la storia, ce lo chiediamo noi.


Avere il coraggio di cambiare


Spesso mi domando se sia possibile avere quel sospirato cambiamento nella nostra città, nella nostra amata Roma che vive arrampicandosi a mille appigli per restare in piedi. Non è facile avere il coraggio di cambiare quando ci si sente soli e senza avere il sostegno necessario per dire NO a tutto ciò che ci opprime.
La Destra siamo noi, gente di tutti i giorni, non sono i " caporioni" dei palazzi, è la moglie che deve far quadrare lo stipendio del marito, è l'anziano che fa a botte con la pensione che non basta, è colui al quale è stata tolta l'ultima illusione di un lavoro e che vede come unico rimedio il suicidio.
Sono queste le persone di cui si occupa La Destra, sono questi i suoi capisaldi. Non cerca oro e argento, non cerca fama e gloria, cerca solo giustizia per chi sta vivendo male senza avere colpe.
La crisi non è colpa del popolo ma di chi ci ha speculato sopra, delle menti eccelse dell'economia nazionale ed europea, di coloro che, per farsi grandi con la politica d'oltreoceano hanno voluto scimmiottarne lo stato .
Gli USA hanno la moneta unica? Pure l'Europa deve averla....già ma ai grandi sapienti tra cui l'incubo Prodi è sfuggito un particolare importante:: gli USA sono nati così con moneta unica e lingua unica..l'Europa è una torre di Babele sia politicamente che a livello linguistico.
E tutto ciò è stato sottovalutato in nome di un protagonismo che ha fruttato solo nelle tasche di chi ha voluto tale situazione.
Roma: una città nel caos più totale, dove la gente deve fare i conti con strutture mancanti e dove esiste un radicale attaccamento da parte di politici " di  vecchia data" che non vogliono lasciare le poltrone, mettendo in campo mezzi costosi pur di riuscire nell'intento.
Vogliamo davvero un ritorno al passato? Credo di no. E per scongiurare lo spettro di ricordi non piacevoli, occorre avere il coraggio di cambiare, di votare persone nuove, cittadini che nel silenzio del loro quotidiano hanno sempre combattuto contro il degrado di una città dimenticata.
Essere motivati per passione. Si PER PASSIONE verso una città che non merita di essere  messa nel dimenticatoio....

   AL COMUNE di ROMA PER LA DESTRA vota LATTAVO

giovedì 18 aprile 2013

La Destra di Popolo

Sappiamo con certezza che la situazione politica non sarà presto risolta...ormai s'è creato un baratro tra le varie forze in campo e le poltrone si fanno sempre più scottanti. Tuttavia al cittadino non interessa cosa il politico voglia fare per assicurarsi il potere, vuole da lui la realizzazione concreta di ciò che ha promesso per ottenere il suo voto. Parliamoci chiaro amici: ma dei continui suicidi di gente stremata da problemi più grandi che mai, da situazioni economiche sempre più precarie possibile che ai vari Grillo, Bersani, ecc. non interessi più di tanto? Eppure Grillo ci ha fatto, come si dice a Napoli, " 'na capa tanta" dei suoi comizi..le urla ancora penso che risuonino nelle orecchie degli italiani, ma finito di strillare cosa è rimasto? Nulla....Solo voglia di giocare a fare i prepotenti, a dettare legge pur non avendo vinto ma solo rubato i voti  dopo aver aizzato la gente a protestare in massa. Ma non è questa la vera protesta, non l'ha capito nè Bersani nè Grillo, la vera protesta è quella che si fa nel silenzio, agendo concretamente.
La Destra in tutto questo chiasso non si è inserita, ma nonostante tutto a Roma il consenso per la compagine di Storace si sta facendo sempre più forte, segno evidente che stare dalla parte del cittadino non significa urlare nelle orecchie o ancor peggio puntare i piedi come fanno i due personaggi clou del momento, Grillo e Bersani, ma al contrario camminare fianco a fianco con esso, vivere le sue ansie e i suoi problemi in modo concreto, cercando assieme di risolverli.
La Destra è questo, è stare vicino al popolo ascoltandolo non subissandolo di chiacchere a raffica.
La politica si fa sul web, ormai è diventato un modus vivendi interagire attraverso un pc, ma è anche vero che lo stare tra gli elettori è sintomo di un processo metamorfico in continua evoluzione. Papa Francesco ci sta insegnando ad uscire dalle chiese per portare il messaggio di Cristo in prima persona a chi ne ha bisogno e a chi non lo conosce, rivalutando il ruolo dell'essere missionario nel mondo. E laicamente parlando, il compito della politica vera non dovrebbe essere distante da questo modello.: uscire dal proprio guscio e toccare con mano il volto disperato di un vecchio che rovista tra i cassonetti della spazzatura alla ricerca di un pò di cibo, stringere la mano di un uomo che ha perso il lavoro, abbracciare un bimbo che non può permettersi un giocattolo....Non serve fare grandi comizi, ma camminare per le vie del quartiere parlando con la gente, aiutando a capire il perchè di quest'Italia dimenticata dai palazzi del potere.
Questo vuole fare La Destra, partito di popolo. Questo vorrò fare io...

Il mio programma elettorale


" Amare gli animali è sinonimo di civiltà e rispetto per se stessi"



Ecco il mio programma:

Famiglia

Creare uno sportello comunale che non richiami alla mente il classico consultorio, ma che risponda alle necessità della famiglia di oggi: assistenza 24 h su 24 in caso di malattia permanente di uno dei coniugi o dei figli, con personale medico specialistico a disposizione delle emergenze o solo per monitorare la situazione in collaborazione col medico di base. In pratica gestire in tempo reale la situazione di malattia per ovviare a disagi delle famiglie meno abbienti a livello di spese specialistiche e per rimborsi .
Inoltre possibilità sempre attraverso detto sportello di ottenere insegnanti a domicilio per ragazzini che non possono permettersi lezioni private a pagamento.
Istituzioni obbligatorie di asili nido condominiali, sempre che vi ricorrano gli estremi e le garanzie.

Anziani

Riqualificare i centri anziani, non più luoghi dove giocare soltanto a carte o ballare. Creare laboratori di artigianato per permettere agli anziani di insegnare ai giovani un mestiere.
Valorizzare la figura del " nonno" come richiamo ai valori etici e sociali della famiglia.

Territorio, viabilità cittadina, sicurezza

Il comune di Roma presenta zone verdi alquanto trascurate come il Parco della Caffarella, che, nonostante le visite guidate  a cura del Comitato preposto alla gestione, tuttavia rimane un luogo non curato dal punto di vista igienico e ambientale, con zone dove bivaccano di notte i senza tetto e i malintenzionati.
Creare all'uopo un posto di pronto intervento medico e di polizia nelle ore in cui è frequentato da persone
Per quanto riguarda altre aree verdi ( Villa Carpegna, Villa Pamphili, ecc.) è opportuno monitorare la sicurezza e l'igiene di ciascuna di esse, oltre alla valorizzazione scientifica di esse con concorsi scolastici  e visite guidate .
Sulla viabilità cittadina c'è molto da lavorare, con l'installazione di cartelli stradali e segnaletica sia orizzontale che verticale più visibile, soprattutto sulla tangenziale est, dove alcuni segnali stradali specie quelli che indicano l'uscita dopo le 23 sono coperti da alberi e non visibili agli automobilisti. 
Intensificare la rete autoferrotranviaria in modo tale da consentire al cittadino di preferire il mezzo pubblico a quello privato.
Per ciò che concerne la sicurezza, il poliziotto di quartiere affiancato anche da guardie giurate è la richiesta che molti cittadini hanno rivolto spesso alle istituzioni pubbliche.

Tutela animali

Sappiamo che gli animali oggi sono visti più come parte integrante della famiglia, sono tutelati dalla legge in tutto e per tutto. I randagi, specie i gatti, sono purtroppo in costante aumento, per via di una mancata sensibilizzazione alla sterilizzazione delle femmine e della castrazione per i maschi.
Creare campagne di questo tipo, coinvolgendo veterinari di associazioni animaliste, con prezzi modici, quasi irrisori, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica a questo tipo di attività a favore degli animali da compagnia, che essendo sterilizzati e castrati, non andrebbero a popolare la già ingente presenza di randagi cittadini.
Per le colonie e i randagi di strada dei quali si occupano le "gattare" con grandi sacrifici economici, trattandosi per lo più di donne anziane con pensione minima, si potrebbe venire incontro all'esigenza dell'approvvigionamento dello scatolame, attraverso l'iscrizione della " gattara" in registri tenuti dalle asl comunali o dai municipi, dietro versamento di una quota semestrale intorno ai 30 €  (10€ per chi ha difficoltà economiche riscontrabili documentalmente ) ,  che permetterebbe il rilascio di una card personale con la quale ritirare  gratis il cibo in appositi magazzini del comune. Ovviamente per evitare che tale cibo non vada a finire alle colonie ma per il proprio animale di casa, la " gattara" dovrà dichiarare la colonia presso cui " presta servizio" o la strada dove si trovano gli animali che accudisce, per un controllo a campione da parte del comune. 

Scuola e istruzione

Rivalutare l'educazione civica nelle scuole di ogni ordine e grado, con l'insegnamento della Costituzione italiana fin dalle elementari attraverso concorsi e premi scolastici.
Riscoperta del teatro dialettale romano.
Incontro tra le scuole di Roma e quelle di altre città d'Italia per scambi culturali
Mensa scolastica a prezzo ridotto per i redditi familiari più indigenti.

Case popolari

Assegnazione di alloggi popolari a  coppie monoreddito con più di un figlio, o con uno dei due coniugi o figlio disabili.
Verifica semestrale a campione della variazione di reddito delle famiglie onde procedere alla sostituzione della famiglia originaria con un'altra.

Orari dei negozi stranieri

Sono obbligati a seguire, pena chiusura dell'esercizio,  lo stesso orario di quelli italiani. Non è concepibile che esercizi commerciali  gestiti da persone di nazionalità cinese, indiana, ecc. restino aperti oltre l'orario consentito agli altri e alla domenica.

Commercio

Una, due volte al mese i supermercati, i discount promuovono “ La spesa per l'anziano”, ossia carrello spesa a 20 € max con i generi di prima necessità a lunga conservazione: come latte,  pasta, olio, scatolame, farina, ecc.
Passaggio frequente di vigili urbani nei mercati rionali  onde evitare borseggi da parte di zingari e scippatori, nonchè per controllare il rispetto dell'igiene sulla merce esposta sia da parte dei clienti che dei titolari dei banchi. 

Trasporti

Le fermate degli autobus non possono essere più occupate da auto in sosta,  male parcheggiate o in doppia fila. L'autobus deve poter accostarsi al marciapiede per far scorrere la pedana disabili, cosa che normalmente non succede. Il conducente dovrà essere autorizzato in caso di impossibilità sia al transito che ad accostarsi alla fermata, di elevare contravvenzione  all'automobile  maggiorata al 2%  .

Una scelta motivata

Mi chiamo Lorella Lattavo, sono nata a Roma 55 anni fa, sono residente dalla nascita all'Appio Tuscolano, sposata con Maurizio Soffiatti, coetaneo, guardia giurata, anch'egli candidato al VII municipio ( ex IX) sempre per La Destra.
Sono giornalista pubblicista, ho scritto su diversi giornali, tra cui Momento Sera e Il Giornale d'Italia, prima che diventasse organo del partito. Mi sono sempre occupata di questioni sociali, cittadine, in prima linea sempre contro il degrado del mio quartiere, feudo di chi imbastisce promesse elettorali che tali restano una volta ottenuto il consenso.
Vivo come tutti voi, non ho grilli per la testa e tanto meno voglia di speculare sulla fiducia degli elettori, perchè pure io sono elettrice e so cosa significhi credere in qualcuno che poi ti delude. Per questo con tutte le mie forze e sostenuta da voi, cercherò di fare tutto il possibile per andare in Campidoglio e rappresentarvi degnamente. I cittadini devono prendere in mano le redini di questa città e questo volere essere protagonisti delle proprie scelte non è copyright esclusivo del movimento di Grillo; La Destra non urla e strilla in piazza come il leader del 5 Stelle, ma al contrario di lui "fa i fatti".
La mia scelta si motiva per due punti:1) stanchezza per una politica comunale fatta dai " soliti noti" e desiderio di dare ad essa il ruolo di polis che le compete, un gestione fatta dai cittadini di tutti i giorni con seri obiettivi e capaci di discutere con gli altri senza preclusioni, a differenza di ciò che stanno facendo i politici nazionali 2) volontà di risolvere assieme a chi mi voterà ogni problema che salterà fuori nel corso della legislatura capitolina e per far questo i cittadini non dovranno essere esclusi dai dibattiti consiliari, dovrà essere quindi pubblicato sulla stampa, nei municipi, le date del consiglio comunale per permettere a tutti e non solo agli " addetti ai lavori" di parteciparvi.
Ecco in sintesi il mio programma: riqualificazione dei rapporti tra cittadini e istituzioni, maggior attenzione alla sicurezza, ai trasporti e alla viabilità.
Non sono i soliti slogan, ma fatti concreti che solo col vostro appoggio riuscirò a realizzare. Non organizzerò cene, feste, convegni, gadget e altre stupidaggini che hanno fatto il loro tempo..la gente non può più essere presa in giro ed io per prima. Basta con le solite litanie del " faremo, vedremo, realizzeremo" ...i soldi se si vuole si tirano fuori....dipende solo dalla nostra volontà...ed io mi impegnerò in questo...