venerdì 26 aprile 2013

L'ultimo saluto al Presidente

Compostezza, ordine e soprattutto tanto tanto dolore. Ma non certo rassegnazione davanti a quella bara ricoperta da un cuscino di fiori bianchi e rossi, bensì voglia di continuare da dove ci si era fermati, dal giorno cioè che il nostro amato Presidente ha lasciato questo mondo.
Occhi puntati sull'Uomo che è stato, l'esempio silenzioso per la sua famiglia, per i suoi tre figli che oggi hanno detto addio a quel padre che li aveva tanto amati con un pensiero toccante letto da ciascuno di loro.
Le parole del sacerdote che ha officiato la funzione sono state improntate alla semplicità: hanno fatto un ritratto autentico di un uomo prima ancora del politico, passando in rassegna la sua vita fatta di piccole cose e soprattutto di un legame in continua evoluzione con la Fede.
Ho visto i volti dei politici, della gente comune e tutti in quel momento non mostravano differenze tra loro, ma un'unica espressione di complicità, di condivisione del dolore.
E' questo il testamento di Teodoro Buontempo per le future generazioni politiche: essere prima di tutto uomini che guardano alla politica come mezzo, come strumento importante per dialogare con la gente, fare quindi del proprio impegno sociale un punto cardine del mandato ottenuto.
C'era tanta gente dentro e fuori la chiesa di S.Marco Evangelista a Roma, gente di ogni ceto sociale e provenienza, perchè lui, il Presidente era il politico delle persone anonime, comuni, delle periferie romane, che sapevano cogliere nelle sue parole una spinta in più per andare avanti, per combattere le mille battaglie di ogni giorno.
Questa è la cronaca di una mattinata uggiosa dal punto di vista meteorologico, ma serena per coloro che dicevano addio ad un uomo che ha fatto sorgere il sole nelle coscienze di tante persone disperate.
Adesso tocca a noi....non deludiamolo....

mercoledì 24 aprile 2013

Addio Teodoro, uomo di popolo

Se n'è andato in punta di piedi, in sordina, affidando la propria vita al Signore che lo ha sempre sostenuto.
Teodoro Buontempo non era solo il Presidente della Destra, ma era l'esempio eclatante di come una nazione possa essere in grado di riscoprire i propri valori e la propria identità senza scendere a compromessi con alcuno.
Ricordo quando venne al mercato rionale del mio quartiere,l'Appio Tuscolano, nel 2008, in occasione delle amministrative di Roma: fu un'ovazione per lui, un'accoglienza di famiglia per un politico che non era tale per professione, ma per vocazione. La gente era da lui ascoltata con le mani strette nelle sue, con il suo sorriso semplice di uomo che ha sentito sempre su di sè la necessità di dare risposte concrete alla gente assetata di politica vera.
Non era facile sfuggire al suo carisma, e oggi La Destra ha perso una grande guida, un faro di luce nel buio di un caos istituzionale che non ha fine.
Sentiremo la sua mancanza questo è certo: Teodoro sapeva parlare anche a bocca chiusa, sapeva infondere nel cuore e nella mente tutto ciò che fosse necessario per restituire al popolo la voglia di combattere.
Il suo tour de force in parlamento anni fa, dimostra quanto sia difficile fare una politica di servizio senza cadere nella trappola del protagonismo come purtroppo oggi capita alle nuove leve dei Palazzo Montecitorio e Madama; essere al centro dell'attenzione rimanendo un uomo come tutti, senza aloni di falso giustizialismo.
Incontrandolo per strada si era colpiti da quello sguardo tenero di un nonno che saluta i nipoti, e lui per i giovani in cerca di risposte era il nonno sempre al loro fianco.
Ci mancherai Teodoro, mancherai ai militanti, ai vertici del tuo Partito, soprattutto mancherai alla gente perchè tu sapevi essere uomo di popolo e non di potere.
Addio Teodoro grazie per essere esistito.

martedì 23 aprile 2013

Dio Patria e Famiglia...cara Boldrini sai cosa sono?

Essere credenti significa innanzitutto possedere nel proprio DNA i punti fondamentali della propria identità nazionale. L'Italia è cristiana in primis, segue quanto è stato scritto nel Sacro Vangelo e non può prescindere da esso. Nonostante ciò orde di popoli non credenti nella nostra Fede e che noi pietosamente, in virtù dell'insegnamento di Cristo " Ama il prossimo tuo", accogliamo nel nostro territorio, si ergono a giudici della nostra vita, imponendoci di rinunciare a parte della nostra storia, alla nostra religione, ordinandoci di togliere crocifissi dalle aule, dagli uffici pubblici, di non fare il presepe nelle scuole perchè " disturba" i loro figli così come l'Uomo appeso sulla Croce. Ci impongono la loro vita e questo è il grazie per averli accolti. Le loro donne devono andare vestite come impone il loro credo,col famigerato burqa, mentre la legge italiana dispone la visibilità di tutti coloro che circolano sul territorio .Ma a loro delle nostre leggi non interessa, ci hanno invaso con le loro barche coi loro volti piagnucolosi e disperati, una volta ottenuto l'ingresso nel nostro Paese, ecco che la maschera della vittima cade per lasciare il posto a quella del carnefice.
Il buonismo si mescola al permissimismo, e il Presidente della Camera, Laura Boldrini è lì pronta a fregarsene degli italiani, delle loro esigenze e dei loro problemi. Così come del resto fa la sinistra, attraverso il suo ex leader Bersani che ha sfruttato finchè ha voluto i romeni in Italia, facendo credere loro che il suo partito fosse la loro casa, e alla fine un bel calcio e via...e chi è stato illuso questo se lo ricorda.
La Patria cos'è? Siamo noi, sono i figli di chi è morto sui campi di battaglia per difenderla nel corso dei secoli, quel suolo natìo tanto caro ai poeti del nostro Risorgimento, e che oggi è ridotto peggio di un cencio a brandelli. La Patria sono i soldati morti in missioni di pace all'estero, in Afghanistan, in Irak, la Patria è Nicola Calipari morto per difendere una donna che oggi sputa sul sentimento nazionale senza vergogna alcuna. La Patria sono i nostri marò, che ancora non sanno quale sarà il loro destino, in una giostra che continua a girare senza un verso logico solo perchè l'India ce l'ha a morte con noi..puntigli, ripicche, perchè loro sono i poveri stranieri che la Boldrini difende e si sentono quindi  in dovere di fare carne da macello di chi sta loro sullo stomaco...gli italiani. Loro possono perchè noi non abbiamo in Parlamento  un rappresentante nostro, ma un loro sostenitore, anzi sostenitrice, quella Laura Boldrini che candidamente ( o furbescamente non so) se ne esce con un " Non sapevo che in Italia ci fossero tante famiglie povere"...
E in questo contesto di non italianità da parte della terza carica dello Stato, si inserisce senza problemi il discorso della Famiglia, non tutelata, ma dissacrata in tutti i sensi. 
E qui volente o nolente, si torna a parlare della Boldrini questa volta in riferimento al suo partito di appartenenza , il SEL di Vendola.
Tale partito sappiamo bene come veda la famiglia: un insieme di esseri legati più da un discorso di sesso che non di amore, che si sostanzia in quei Gay Pride, frutto di una politica d'avanspettacolo. I gay possono adottare i figli, devono sposarsi ecc. ecc. Ora qui non parlo come cattolica ma come donna felicemente sposata con un uomo, alla quale è stato negato il diritto di adottare un figlio perchè " non possedente i requisiti". Quali? Un reddito alto, una casa riccamente tenuta, ecc. ecc. Mio marito è una guardia giurata non percepisce redditi milionari e la mia casa è si  pulita, ben tenuta ma non certo paragonabile a quella di un cattedratico d'università o di un luminare della scienza. Ma è composta da gente SANA sotto ogni punto di vista e vivvaddio pure quello sessuale. 
Una coppia gay deve rimanere tale, ma senza coinvolgere creature che non possono capire i meandri nascosti di un certo tipo di scelte . Non lamentiamoci se i bimbi a scuola possano subire scherzi dai compagni o battute del tipo " Qual'è la tua mamma?"..i bambini sono bambini e tali devono restare, non possono atteggiarsi da adulti solo perchè "i genitori" non sono inquadrabili in una fattispecie genetica compatibile con la storia dell'umanità e quindi " è difficile spiegare" per cui " i bambini devono capirlo da soli".  Non è questa la base per una futura società solida, ma è piuttosto la continuazione di quella Sodoma e Gomorra di cui sappiamo quale sia stata la sorte..
La Famiglia è un tutt'uno con Dio e la Patria, tutti e tre configurano la nostra Italia, il nostro popolo, la nostra storia..ma forse la Boldrini appartiene ad un'altra terra..la terra dell'Isola che non c'è, con buona pace di Peter Pan e dei bambini felici senza problemi esistenziali ...

lunedì 22 aprile 2013

I tiranni del nostro tempo

Comunicare è vivere, così recita uno slogan pubblicitario, e in politica, quella seria beninteso, è necessario più che mai rivolgersi al pubblico degli elettori con qualunque mezzo, con qualsiasi strumento. E per farlo tocca essere preparati intellettualmente, aver, come si dice, " studiato", senza improvvisare alterigia, superbia, elementi caratteristici di non ha argomenti da porgere sul tavolo e soprattutto ai cittadini.
Perchè, volenti o nolenti, la sovranità appartiene al popolo, anche se è stata calpestata in ossequio alle direttive teutoniche che hanno voluto e ottenuto il famigerato loro governo delle banche rappresentato da quel Mario Monti che, dopo quasi due mesi dalle elezioni, ha ancora il sedere attaccato alla poltrona di palazzo Chigi.
I nuovi arrivati della politica, capitanati da Casaleggio e Grillo,  due esseri che hanno perso l'indirizzo del barbiere e del parrucchiere, visto l'aspetto trasandato con cui si presentano al mondo, forti della loro arroganza che sfiora la maleducazione più totale, non si sono accorti che per i loro capi essi valgono molto meno dello zero, ossia nulla. Sono solo pedine di una scacchiera che rischia di cadere e di frantumarsi, e già si cominciano a vedere le prime lesioni; sono burattini ( e visto che il loro leader proviene dallo spettacolo non potrebbero essere qualificati diversamente) senza aspetto, parlano in serie, si comportano a fotocopia e soprattutto non interagiscono col mondo degli umani ma di chissà quale galassia della loro mente contorta. Secondo me vivono nella paura e si mascherano da gladiatori quando la loro bocca puzza ancora di latte! Su di loro l'ombra della tirannia verbale, non possono parlare in TV solo Casaleggio e Grillo e qualche volta la Lombardi e Crimi, ma questi ultimi sempre dietro la regia dei due tiranni, delle due teste del mostro a cinque stelle.
Chi si ribella come Marino Mastrangeli e altri prima di lui, va fuori, senza se e senza ma. Solo Grillo deve parlare, urlare, insultare dalle piazze, altri non possono farlo al posto suo.
Chi vede in questo Movimento la forza dell'Italia sbaglia di grosso, si illude perchè ha di fronte a sè non un interlocutore ma un tiranno pronto a schiacciarlo se solo si azzarda ad alzare la testa. E questa non è politica per il cittadino, ma è l'inverso ovvero il cittadino per la politica, che dà il voto e poi zitto a cuccia.
Nonostante Grillo abbia puntato il dito contro la politica tutta intera, mischiando l'erba buona con la zizzania, egli stesso cade nel fango da lui condannato. Ed è per questo che oggi occorre un partito come La Destra, in grado di rappresentare il popolo con rispetto, dandogli  la voce che merita.
Parlare in tv è un diritto di tutti non solo di pochi. Chiudendo la bocca ai deputati delle sue file, Grillo ha tappato la bocca al popolo che in lui ha confidato, ha posto le sue speranze...e se non è tirannia questa...
Il M5S ha bisogno di un bel bagno di umiltà prima di affrontare le sfide che il suo elettorato gli ha affidato, e visti i risultati a cui è giunto il voto di febbraio, temo che di quest'elettorato non rimarrà traccia alcuna.
Fare politica non significa imbastire un comizio in piazza urlando peggio di una partoriente, significa camminare a fianco della gente che si incontra, e anche apparire in tv per difendere le proprie idee a qualunque costo. Perchè questo divieto dunque? Semplicemente perchè non esiste modo di confrontarsi con gli altri, non si è preparati politicamente e culturalmente: fare il deputato presuppone in primis l'onestà e in secundis la cultura, soprattutto politica.
Gira sul social network Facebook ( oggetto anch'esso degli attacchi grillini) un link dove si vede l'immagine della capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi che, con le mani alzate e sorridendo beffardamente, dice che a lei non pare che il capo dello Stato debba avere una " certa età anagrafica per essere eletto". E a fianco dell'immagine della deputata grillina c'è quella di un asino che rimarca il contenuto dell'art. 84 della Costituzione che afferma il possesso del compimento dei 50 anni da parte di chi è candidato al Quirinale.
Ora se un deputato conosce a malapena la Costituzione, al massimo arriva ai primi tre articoli, come può pensare di essere un bravo rappresentante di quel popolo a cui si richiama la stessa Costituzione? E' evidente dunque che i deputati " cittadini" di ultima leva non sono in grado di parlare e solo Grillo o Casaleggio possono farlo....altrimenti le brutte figure non si risparmierebbero.
E in questo clima di tirannia nascosta, l'Italia tira a campare....

domenica 21 aprile 2013

Napolitano, l'ultimo approdo


Un Capo dello Stato in Italia di solito dura sette anni e poi finisce il suo mandato, questa volta si è verificato il caso eclatante con la elezione di Giorgio Napolitano per la seconda volta. Un presidente nato a sinistra visto come l'ultima spiaggia per risolvere la delicata impasse in cui stava precipitando la politica italiana, incapace oltre che di fare un governo, anche di eleggere un Capo di Stato ex novo, dovendosi accontentare d riciclare quello ormai scaduto.
Certo in tempo di crisi non si butta nulla, tutto si ricicla, persino un presidente ormai avanti negli anni...
Esempio di saggezza? Mah non saprei considerare saggezza quella di far piombare una nazione nel baratro della crisi, quella di rendere deboli i cittadini al punto di scegliere la strada del suicidio come panacea dei loro mali economici ed esistenziali. Napolitano è stato colui che ci ha " appioppato" Monti, senza pensarci due volte e senza chiedere il parere dei cittadini.
Napolitano, ovvero l'ultimo approdo per una transatlantico ormai fratello della Costa Concordia, naufragato grazie ai tanti Schettino che lo hanno maldestramente guidato, senza ascoltare la voce della gente che urlava loro " Salite a bordo cazzo!" Salite a bordo  del parlamento ma non per fare i vostri comodi ma per salvare un Paese che nulla aveva più di tale, se non l'immagine di un'espressione geografica con buona pace del Metternich e di tutto il nostro Risorgimento.
Bersani è stato un personaggio tragico di questa farsa post elettorale, un fardello ingombrante che ha paralizzato l'Italia senza darle alcuna speranza. Da personaggio principale, vincitore seppure per un soffio, delle elezioni politiche di febbraio, è stato declassato a comparsa e pure generica, perchè nessuno se l'è filato, facendo tutto il contrario di quello che lui chiedeva, persino i suoi non l'hanno seguito. Almeno Giuda ha partecipato all'Ultima Cena, mentre il Gargamella nazionale è stato abbandonato da alcuni dei suoi  fin dall'aperitivo, dall'inizio cioè delle votazioni per l'inquilino del Quirinale.
Come possiamo sperare in un cambiamento se sono gli stessi deputati incapaci di guardare al nuovo?
Napolitano è lì, ancora una volta a parlare di responsabilità nazionale, a elogiare il senso di civiltà del Paese, di nuovo lo rivedremo al 31 dicembre durante il cenone pronto a guastarcelo in diretta TV. E tutto questo, a Dio piacendo, per altri sette anni....
E la Costa Concordia è sempre lì immobile, come è immobile il Transatlantico nazionale....ma i cittadini devono essere consapevoli che tra dire BASTA e AGIRE c'è una bella differenza. Conta l'energia, tocca tornare ad amare la propria Patria, cambiando la propria mentalità da apatica a combattiva. "Boia chi molla"
non è uno slogan dei tempi passati ma è uno stile di vita. Non vittime del sistema, ma gladiatori capaci di scatenare l'inferno senza diventare " Grilli Parlanti" o peggio urlanti.
Napolitano sarà stato l'ultimo approdo per il Parlamento, ma è forse, me l'auguro, l'inizio di una consapevolezza nuova per la gente, che si sarà resa conto di valere meno di zero per la classe politica, capace solo di piagnucolare per i dispetti reciproci tra i deputati, stizzosa e acida verso i più deboli, incapace di risposte che, a questo punto, non so più se saranno fornite a chi è andato a votare sperando di cambiare...in fondo domani è un altro giorno....

venerdì 19 aprile 2013

Il popolo della misericordia

Ogni giorno c'è un tassello dell'Italia che si sgretola, qualcosa tende a perdere terreno, la vita dei cittadini si raggomitola su se stessa per non vedere la fine sempre più prossima.
Il popolo chiede misericordia, pietà a coloro che in questo momento fanno di tutto per privarlo di energie morali e materiali, quei politici o presunti tali che hanno fatto di tutto per essere eletti, ma ora che dovrebbe essere concretizzato il loro operato, si mostrano per quello che sono: moderni saltimbanchi, esperti giocatori delle tre carte, abili manipolatori della confusione in cui è precipitata l'Italia.
La gente non ha più la forza di ribellarsi, i telegiornali parlano di consumi in calo, di disoccupati sempre in aumento e di fame in agguato ad ogni angolo della nostra vita.
La misericordia è l'unica arma che il popolo ha e la chiede a questi personaggi affinchè pongano fine a questo strazio logorante, ma come si dice: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire....e in questo momento l'Amplifon farebbe affari con le orecchie dei nostri " onorevoli"!
Non esiste più pace, esiste solo la rabbia per aver votato male, forse in buona fede, perchè si sperava di avere a che fare con gente intelligente e non con bambini viziati che non vogliono cedere la caramella o vogliono rubare quella del compagno di classe....eppure è capitato questo...
A quanto pare tocca di nuovo ritornare al voto...altri soldi buttati, altro tempo perso...e Monti continua a fare il bello e cattivo tempo ridendo alla faccia nostra. Non è così che potremo essere guardati con credibilità dall'estero e questa volta è Bersani che sta rompendo veramente i..marròn glacès, con quel suo fare stizzoso e quell'aria da persona infastidita dal mondo intero....cosa caspita vuole?  Boh..io ancora non l'ho capito e con me pure la gente.
Già ..la gente! Chi sono coloro che vivono nel limbo dell'attesa di un qualcosa di cui si sono perse ormai le tracce, ossia un governo, di qualunque colore ( non siamo razzisti) basta che ci sia? Sono quelli che al mattino si alzano, prendono un caffè a malapena perchè il latte costa troppo e tocca darlo ai bambini che vanno a scuola, si vestono con vestiti aggiustati perchè non possono permettersi un acquisto neppure alla bancarella del mercato, prendono l'autobus strapieno stile Fantozzi, e vanno a lavorare, forse per l'ultima volta, perchè l'azienda non può più pagare gli stipendi. Sono quelli che al supermercato vanno con la calcolatrice prima di mettere due cipolle un pomodoro e due mele nel carrello..la carne? Cos'è? Sono quelli che fanno la fila agli sportelli di Equitalia per multe non pagate per tasse non onorate in tempo e quasi si prostrano davanti all'impiegato per chiedere misericordia, una rateizzazione più flessibile...alcuni baciati dalla fortuna la ottengono, altri no...e non resta che morire, chiedendo misericordia pure a Dio.
E così via all'infinito....viviamo come zombie alla ricerca di qualcosa per vivere e i cassonetti sono diventati la nostra dispensa, il nostro magazzino di rifornimento, dove ci scontriamo coi precedenti fruitori, gli zingari, e pure lì si deve lottare per avere una carota ancora intera.
Ecco chi siamo: gente ormai priva di una figura distinta, siamo ormai fatti in serie, l'uno è uguale all'altro, il trapanese uguale al fiorentino e tale e quale al romano....se non ci lega la geografia ci lega la disperazione, ci unisce quella poca forza che ancora esiste in noi...e dalle nostre labbra secche perchè ci hanno tagliato l'acqua non avendola pagata esce solo una parola.." Basta!"
Non vogliamo misericordia, ma rispetto . Ce lo chiede la storia, ce lo chiediamo noi.